Rassegna storica del Risorgimento

BULGARIA RELAZIONI CON L'ITALIA 1849-1879; BULGARIA STORIA 1849
anno <1966>   pagina <393>
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Riflessi del Risorgimento in Bulgaria 393
rifugio presso i lavoratori italiani addetti alla ferrovia Costan tinopoli-Saran-bej, e parte con loro nel 1866 per l'Italia ove combatte coi Cacciatori delle Alpi in Trentino. Al suo ritorno in Bulgaria egli è di nuovo con gli Ita­liani, addetto questa volta alla costruzione della ferrovia Nova Zagora-Tarnovo-Sejmen (oggi Marica), e fonda un comitato rivoluzionario nella prima città. Corriere ed uomo di fiducia del rivoluzionario ed eroe nazio­nale Levski, non cesserà mai di interessarsi, specie tramite i suoi compagni italiani, agli avvenimenti in Italia. Poiché si compiaceva di parlare spesso di Garibaldi, si è meritato quel soprannome di Garibaldito, del quale è andato sempre molto fiero.
Per la liberazione di Venezia nel 1866, come volontario nei reparti di Garibaldi, ba combattuto anche Ivan Hagidimitrov nato a Stara-Zagora intorno all'anno 1840. Egli pure era soprannominato Garibaldito a causa del suo entusiasmo per l'eroe italiano. Nel 1861, al ritorno da una fiera, Ivan era stato aggredito con suo padre da briganti turchi. Il padre soc­combe nella lotta, mentre il figlio riesce ad ucciderne due e ripara in Serbia. Da qui passa in Romania, e poi trascinato dall'entusiasmo per Garibaldi, decide di recarsi in Italia. Certamente, sul suo fervore patriottico e sulla sua indefessa attività rivoluzionaria in patria, ha avuto parte il suo con­tatto con gli ambienti garibaldini e con l'opera rivoluzionaria italiana.
Una figura molto discussa nella storia del movimento rivoluzionario bulgaro, che ha preso parte nei combattimenti per la liberazione del Veneto nel 1866, è quella di Dimitàr Absti, spirito alquanto irrequieto ed avven­turoso. Egli è noto con vari nomi: Dimitar Nikolov o Nikolic o Kosovec, Mitri Nikola, ecc. La sua appartenenza ai Cacciatori delle Alpi è attestata non solo dalla testimonianza di altri garibaldini e rivoluzionari bulgari, ma anche da un documento rilasciatogli dal Ministero della guerra italiano a Firenze il 19 novembre 1869. Questo stato di servizio, firmato dal capo di cancelleria Marini, attesta che Mitri Nicola è stato volontario dal 24 mag­gio al 20 settembre 1866, ha partecipato alle operazioni belliche ed è stato insignito di medaglia d'argento-eommemorativa con nastro 1866. Lo stato di servizio in questione fa parte oggi dei fondi archivistici della Biblioteca nazionale di Sofia. Dopo Venezia, Dimitar arriva a Belgrado per partire su­bito alla volta di Creta, ove lotta nelle fila dei volontari inviati da Garibaldi per soccorrere l'insorto popolo cretese. Nel Museo storico-militare di Sofia figura come italiana una bandiera bianco rosso e verde portata dal garibal­dino Dimitàr Obiti. Si nutrono, però, seri dubbi sull'autenticità di questo tricolore e si pensa che si tratti di una di quelle borse che la riconoscente popolazione di Venezia aveva regalato ai garibaldini all'indomani della pro­pria liberazione.
Una leggendaria figura di voevoda è quella del garibaldino Petko Kir-kov, noto come Petko voevoda il Grande oppure come il capitano Petko