Rassegna storica del Risorgimento

BULGARIA RELAZIONI CON L'ITALIA 1849-1879; BULGARIA STORIA 1849
anno <1966>   pagina <394>
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Ivan Piitlcanov
voevwlu. Nato nel 1844 a Dogan-bisar, circondario di Dedeagaè, Petko con altri suoi fidi compagni e il baldo ed intrepido difensore della popolazione della Tracia e dei Rodopi. Appena diciassettenne, egli prende la via della lotta senza quartiere contro i TnreM, che gli avevano ucciso un fratello. Dopo quattro anni di combattimenti e di scontri sui monti, nelle foreste e per le pianure, egli si convince sempre più che bisogna ricorrere a mezzi più efficaci. È l'epoca in cui anche il grande patriota e rivoluzionario Rakovski è convinto della necessità di più ampie organizzazioni. Egli lascia, quindi, un bel giorno quella vita vagabonda e si reca ad Atene per ricevere una maggiore preparazione nella Scuola militare della capitale greca. Qui egli si lega di amicizia con rivoluzionari italiani. Affascinato dal gran nome di Garibaldi, dalla sua audacia, dalle sue capacità di stratega e di soldato, egli decide di incontrarsi col famoso generale italiano. Dall'incontro con Garibaldi, avvenuto dopo Aspromonte a Caprera, il giovane Bulgaro ripor­terà per tutta la vita la più profonda e grata impressione. Garibaldi s'inte­ressa non solo della Bulgaria e dei paesi balcanici, ma dimostra vive preoc­cupazioni perle difficili condizioni di quei popoli. Il voevoda bulgaro attinge preziosi insegnamenti sull'arte militare, sull'organizzazione delle masse e dei comandanti. Gli ammaestramenti che mi ba dato questo famoso eroe e patriota italiano , dirà più tardi al pubblicista e storico St. N. Siskov, io serbavo rigorosamente ed essi mi furono di gran giovamento in seguito; co­minciai a considerare in tutt'altro modo me stesso ed il mio compito . Petko voevoda, su raccomandazione di Garibaldi, prende parte alla preparazione ed organizzazione della ce compagnia di Garibaldi che prenderà parte nel­l'insurrezione del popolo di Creta. Dopo l'armistizio, imposto dai Turchi aiutati dagli Inglesi, Petko, con altri diciotto compagni, riesce a fuggire ad Alessandria, per evitare di sfilare disarmato, con la fronte bassa, davanti all'esercito turco in armi. Attraverso l'Egitto e la Francia egli si reca una seconda volta in Italia: si sarà certamente incontrato con i rivoluzionari ita­liani e forse anche con Garibaldi. Avrà partecipato alle operazioni in Tren­tino? Non disponiamo di nessuna documentazione al riguardo, sebbene il suo soggiorno in Italia coincida con quegli avvenimenti. Questo campione della libertà ha serbato sino alla Une della sua vita il miglior ricordo di Gari­baldi e dei rivoluzionari italiani; e lo ha sempre detto nelle conversazioni con amici e con altri testimoni della sua intrepida, nobile e burrascosa esistenza.
Un altro eroe è Neno Marinov, compaesano del già ricordato Varli Gjuro, nato anch'egli a Koc inalare, ma alcuni anni dopo, nel 1847. Neno venne un giorno aggredito improvvisamente da alcuni Turchi, ma corag­gioso pastore, riusci con la sua scure a uccidere tre di quei malviventi. Da quel giorno, però, non ritornò più nel suo paese; s'imbattè, invece, in due operai italiani nei pressi di Adrianopoli, con loro si legò di amicizia, con