Rassegna storica del Risorgimento

BULGARIA RELAZIONI CON L'ITALIA 1849-1879; BULGARIA STORIA 1849
anno <1966>   pagina <399>
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Riflessi del Risorgimento in Bulgaria 399
lista) nel giornale Otecestven front del 5-V1I-1957; im altro articolo dì H. Miliova, Belezit UaManski revolucioner demokrat -150 godini ot rozde-nieto na Gusepe Garibaldi (Un insigne rivoluzionario democratico italiano -nel centocinquantesimo anniversario della nascita di Giuseppe Garibaldi) nel giornale Narodna mladez del 4-VH-1957; Gnsepe Garibaldi, Moite spo-meni (I miei ricordi con un ritratto di Garibaldi, trad. di P. Dragoev, Sofia, 1958) è il titolo della versione bulgara delle Memorie autobiografiche ; V. NEVLER, Garibaldi legendaren geroj na ital. narod (Garibaldi eroe leg­gendario del popolo italiano), trad. dal russo di N. Trendafilova sotto il ti­tolo Giuseppe Garibaldi, Sofia, 1962; ed ultimamente il lavoro citato del Nesev; per il periodo anteriore v. I. PETKANOV, Gli studi sul Risorgimento in Bulgaria, in Rassegna storica del Risorgimento , a. XLYI (1959).
Un'eco particolarmente fortunata ha suscitato nell'animo del Botev l'eroico episodio di Pisacane. L'inclito poeta bulgaro commemora il triennio dell'eroica morte dei rivoluzionari leggendari Hagi Dimità e Stefan Karaga in un articolo intitolato Petrusan, dal nome del paese da dove i due sono partiti per la Bulgaria ove hanno sacrificato la loro vita. L'articolo pubbli-calo nella Duma na balgarslcite emigranti (Voce degli emigrati bulgari) nel 1871 comincia con le seguenti pregnanti parole con cui l'autore esalta il gesto sublime dei due illustri eroi rendendo in pari tempo omaggio alla rivoluzione italiana: Si compiono oggi giusto tre anni da quel gesto eroico, simile al quale ne vediamo solo nella storia della Rivoluzione italiana . L'episodio di Pisacane vi è ricordato attraverso i noti versi de La Spigola­trice di Sapri posti come motto all'inizio dell'articolo:
Li disser ladri usciti dalle tane Ma non portaron via nemmeno un pane: E li sentii mandare un solo grido: Siam venuti a morir pel nostro lido!
Botev aveva letto con trasporto le pagine su Pisacane e su Mazzini scrìtte da Herzen in Bajlae i dumai (Passato e presente). Anche egli termina la sua vita come Pisacane: occupa una nave sul Danubio, scende sulla riva bul­gara, bacia coi suoi compagni il suolo nativo e muore colpito da una palla in fronte, mentre combatteva contro il Turco, Un altro riflesso dell'episodio dì Pisacane e dei suoi compagni si legge, anche questa volta indirettamente, nella nota e diffusissima poesia Sto i dvadeset dusi (Centoventi uomini) del­l'esimio poeta Penco Slavejkov. I seguenti versi della poesia del Mercanlini:
Eran trecento, eran giovan e forti: sono morti!