Rassegna storica del Risorgimento
BULGARIA RELAZIONI CON L'ITALIA 1849-1879; BULGARIA STORIA 1849
anno
<
1966
>
pagina
<
407
>
Riflessi del Risorgimento in Bulgaria 407
dell" Europa trasformata si ponesse l'Italia con la nuova Roma. Il Mazzini aveva presente senza dubbio quei ricchi germi rivoluzionari e rinnovatori che contraddistinguevano l'Italia di quell'epoca e facevano di essa una terra di promesse per i popoli aspiranti alla libertà ed al progresso.
Poco dopo, nel n. 13 del 20 gennaio dello stesso anno, si leggono queste parole di gratitudine ai popoli giovani dell'Europa in rinnovamento: ce La Giovane Italia, la Giovane Francia, la Giovane Russia, ecc. ci porgono la mano fraterna e noi le ringraziamo di tutto cuore per la loro simpatia ... .
Nel n. 14 del 5-II-'70 è invocato ancora l'esempio dell'Italia per un avvenire politico migliore: ce Sappiamo soltanto che, se non quest'anno, l'anno prossimo i serbocroatodalmati si uniranno e l'Austria insieme alla Turchia dovrà crollare. Quanto ai Bulgari anche il loro dovere è ormai noto. L'esempio dell'Italia deve essere utile anche a noi per il nostro avvenire .
Nel n. 17 del 26-II-'70 sono esposte le ragioni per cui ce la Bulgaria ed i patrioti bulgari guardano con simpatia incondizionata e con fede a una sola potenza occidentale, l'Italia di Mazzini e di Garibaldi . Dette ragioni stanno oc appunto non solo nell'identità delle tradizioni e nel parallelismo degli interessi e degli scopi delle due nazioni, ma anche nello spirito profondamente fraterno, universale, democratico del pensiero e dell'azione dei due capi italiani, il cui slancio generoso va oltre, sconfina i limiti angusti della propria patria e vuol abbracciare tutti gli altri popoli sofferenti l'oppressione e lo sfruttamento per condurli al mutuo rispetto ed alla mutua collaborazione ,
Gli esempi forniti dal popolo italiano, dalle sue dure lotte per la riconquista della propria libertà ed unità, sono richiamati ancora una volta all'attenzione dei patrioti per servir di ispirazione e di esortazione alle loro belle e generose imprese. Nel n. 23 del 10-IV-'70 lo stesso giornale scrive: Oggi tuona la voce libertà in tutto il mondo, essa tuonerà anche nella nostra terra desereditata poiché ciò che è stato seminato ha da crescere. L'Italia serve a noi di esempio. Gli Italiani insorsero nel 1848, ma dovettero poi di nuovo litigare un po' fra loro ed il sangue italiano dovette scorrere lungamente: migliaia di vittime caddero sotto la scure del boia austriaco e papale; il popolo italiano intanto non peri. Comparvero Mazzini e Garibaldi i quali, con l'aiuto di coraggiosi eroi italiani, cacciarono la tirannia austriaca, riunirono i microscopici staterelli italiani in un corpo solo e ricomposero l'unità dell'Italia. Or dunque tutto è possibile quando un popolo desideri di lavorare, di sacrificarsi e di morire per la propria patria e per la propria idea .
L'autorità di Garibaldi e di Mazzini, uomini integri e valorosi, è riconosciuta anche in altre sfere che non sono quelle strettamente politiche. A proposito di una recensione ad un libro di storia l'articolista ritiene opportuno citare la seguente opinione di Mazzini sulla nefasta influenza che quella scienza esercita sui popoli, ce Garibaldi domanda a Mazzini in che modo si