Rassegna storica del Risorgimento

BULGARIA RELAZIONI CON L'ITALIA 1849-1879; BULGARIA STORIA 1849
anno <1966>   pagina <408>
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Ivan Pelkanov
possa liberate l'Italia e costituire il popolo italiano in organismo unitario. Gli risponde Mazzini: occorre Bruciare i cronisti ed impiccare gli storici che non servono ad altro che ad agitare le menti umane, a seminare Podio fra i vari popoli e fra le varie confessioni, anzi perfino fra i corregionari ed i correligionari, facendo allontanare quell'era di felicità per l'uomo, nella quale egli vivrà come tale (Svoboda, n. 37, 8-Vni-'70).
Per mostrare che perfino un grande cosmopolita come Mazzini non può sopportare Fattuale condotta degli Osmanli, il giornale Svoboda nel n. 41 del 7-IX-'70 pubblica un articolo di fondo riportando la sua opinione in merito. L'articolo comincia con queste parole: ce Un anno fa Mazzini disse dei Turchi ad un nostro bulgaro quanto segue: Questa gente venne in Europa 480 anni or sono e a tutt'oggi non abbiamo visto da loro nulla di umano. L'Europa, tranne danni, nulla altro ha ricevuto da loro. Essi sono stati sempre persecutori dell'istruzione e del progresso. Essi si sono sempre accaniti contro tutto ciò che è grande, progressivo e sacro. Oggi in tutto il mondo si cerca di far promuovere una migliore struttura organica in ogni Stato ed in mezzo ad ogni popolo, mentre la Turchia rimane tal quale fu 480 anni fa. Oggi ancora essa non è capace di qualsiasi vita umana e pro­gressiva. Essa non può attuare nessuna trasformazione. Io credo che questa spina o deve essere rigenerata o deve scomparire del tutto dall'Europa. Solo i cristiani nella Penisola balcanica sono capaci di introdurre leggi onorevoli ed un governo ragionevole nel morente impero turco. Io non sono d'accordo sul fatto che i Turchi siano cacciati dall'Europa; però, se essi non vogliono sottomettersi a quelle leggi che promulgheranno gli odierni loro sudditi, al­lora vadano pure là da dove sono arrivati. Vale meglio distruggere una parte d'un organismo anziché lasciarlo imputridire tutto . Da queste righe spira anche una certa buona disposizione nei riguardi, dei Turchi, purché mutas­sero di sistema e cessassero di opprimere e di condannare gli altri popoli. Del fatto che il mazzinianesimo e l'esempio italiano continuassero a servire di modello ai patrioti bulgari si trova una luminosa e autorevole conferma nell'opuscolo Bàlgarski glas ( Voce bulgara ) pubblicato dal Co­mitato centrale rivoluzionario bulgaro nell'ottobre del 1870 fittizi amente a Ginevra, in realtà a Bucarest. Quest'opuscolo di 24 pagine, opera del Kara-velov, costituisce un appello programmatico in cui si sottolinea il carattere inefficace ed effimero dei tentativi dei cettiìk o haiduk organizzati all'estero e mandati in Bulgaria per vendicare i soprusi, le estorsioni e le angherie dei Turchi con la speranza illusoria di poter sollevare in pari tempo il popolo contro il tiranno. Si afferma in questo documento che il movimento rivolu­zionario bulgaro ha bisogno, invece, di una solida organizzazione all'interno del paese. A rafforzare quest'ultima tesi viene citato a più riprese l'esempio dell'Italia di Mazzini e di Garibaldi. Le citazioni che seguono parlano ine­quivocabilmente di quanto gli esempi degli Italiani stessero costantemente