Rassegna storica del Risorgimento

ALBERONI GIULIO
anno <1966>   pagina <417>
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RASSEGNE, DISCUSSIONI E VARIETÀ
APPUNTI SULLA FORMAZIONE CULTURALE DEL CARD. GIULIO ALBERONI I I
1) L'ambiente farnesiano settecentesco.
Nella formazione culturale alberoniuna mi sembra di particolare importanza il periodo che intercorre dalla sua nascita, avvenuta il 21 maggio 1664, alla partenza per la Francia nel 1706 al seguito del Venderne. l> Quando l'Alberoni nasceva, lo Stato farnesiano aveva centoventi anni di vita, ed è noto come perve­nisse alla virilità durante il ducato di Ranuccio II, ed iniziasse i rapporti politici diretti con Francesco. Trattavasi di un regime monarchico assoluto, paternali* stico, regolatore dell'attività pubblica e privata, nel quale la nobiltà feudale serviva il principe, ma lottando per difendere le concessioni imperiali o papali ottenute ed anche per difendere i privilegi derivanti dagli antichi statuti muni­cipali. Il clero era impegnato nella autonomia della Chiesa dallo Stato riaffer­mata, insieme alla riforma disciplinare e religiosa, nel Concilio di Trento.
Gli uomini politici ducali farnesiani si formavano nei conventi benedet­tini di Parma e Piacenza, nel convento piacentino dei Ceromini, e, soprattutto, nella scuola dei Gesuiti. L'esperienza diretta era acquistata alla Corte ducale e a quella papale, nella cancelleria veneta, nelle Corti sabauda, francese, spa­gnola. Così ci si accostava a quasi tutte le forme tipiche di governo d'allora: monarchia assoluta, Papato, repubblica oligarchica, principato italiano, nello sfondo del contrasto ispano-franco-imperiale. Poche forme di governo rias­sumevano in se stesse, come quella farnesiana, elemento municipale, potere imperiale, investitura papale. Gli scrittori politici locali citavano di preferenza Aristotile, Alciato, Seneca, Grozio, Puffendorf. Il Collegio di San Pietro, per esempio, aveva nella sua biblioteca le seguenti opere dell'epoca: Ribandeneiva, Del Prìncipe cristiano (1597), Bellarmino, De officio Prìncipis (1619), Da Ponte, Idea del Principe (1692), Bandini, H Governante politico cristiano (1699). Non mancavano le opere del Boterò e dello Sgualdi.2)
Nell'orientamento politico locale s'avvertiva già l'influenza della conce­zione gesuitica del Papato con autorità spirituale piena, ma indiretta in ma­teria secolare, concezione poi espressa compiutamente dal Bellarmino. Erano accolti i primordi del processo evolutivo politico condizionato dai bisogni umani, affermato poi dal Mariana. S'avvertiva anche la presenza del Suarez nello stabi­lire il principio che il potere di dirigere è proprietà inerente a un gruppo sociale. Erano evidenti le derivazioni da Grozio, Puffendorf, anche dall'Àllusio,
i.i F. BELLARDI, Abbozzo detta vita del Card. Alberoni (16641735}, in Biblioteca Ambrosiana Milano, (B.AJW.), Ms. Sup. 173, (Ms BL), p. 18 V.
2) Biblioteca Comunale Piacenza (B.C.P.), Inventario 1773 libri Biblioteca Beai Casa di San Pietro in Piacenza, Ms. Cora. 503.