Rassegna storica del Risorgimento

ALBERONI GIULIO
anno <1966>   pagina <419>
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Appunti sulla furitiazione culturale dot card. Giulio Alberimi 419
ed aurora violento del popolo, specialmente nelle manifesta/ioni istintive, ed 1 sinodi, le costituzioni vescovili, ne sono la documentazione evidente. Nel popolo perciò, Tatto di lede era sentimento e slancio più che riflessione. L'espe­rienza del sentire era dirompente in certe manifestazioni quali il timore della peste, la pena di morte, la sessualità, la compassione della miseria o la ferocia della vendetta. Ma già alcuni sintomi indicavano che l'attivismo religioso ten­deva alla disgregazione mentre il sentimento deformato dalla superstizione sfo­ciava nell'individualismo. J>
L'ordinamento politico e quello civile si riflettevano nell'ambiente cultu­rale, operante prevalentemente nelle due città capitali dello Stato farnesiano. In Parma il centro principale della cultura era l'Università risorta con Ranuccio Farnese agli inizi del Seicento. Un memoriale di quell'epoca, inviato al Duca, prospetta quanto fosse necessario provvedere circa al luoco, all'entrata suffi-cente, agli incontri che potrebbero haversi da lettori scolari, alla provvisione di buoni libri, ad una bnona e grossa campana che per tutta la Città si senta >. -) I lettori dovevano essere conosciuti per avere letto in altre città et essere filosofi e teologi et oltre ciò l'baure essi gli ornamenti della lingua latina tanto in prosa quanto in versi .aj In Parma oltre il mancamento di buoni libri, s'intende che vogliono il doppio di quello che costano in Venezia. In Ispagna poi si stampa su i libri proprii quanto costa già ogni foglio, al manca­mento del prezzo bisognerà provvedere.4' Si prendevano come modello le università di Salamanca, Ingolstad, Praga, Roma, Pavia. Che l'ordinamento uni­versitario parmense disposto agli inizi del 1600 fosse costruttivo lo potrebbe provare il fatto che in seguito, nell'albo delle rappresentanze, erano indicate ven­tiquattro Provincie diverse, tra le quali Piacenza e cum suo distrectu et agro uni­verso , era la ventunesima.8)
Accanto ai laici il Duca poneva i Gesuiti, anzi avrebbe voluto che essi abbracciassero il carico dei studi generali ed intanto incominciassero a leg­gere teologia, filosofia et matematica come avevano cominciato con molta soddisfacione a fare.n>
I Gesuiti entravano decisamente nell'ordinamento universitario. Essi, dan­dogli atto di aver concesso che quella parte delle scienze ad essi assegnata fosse lasciata leggere conforme agli ordini, et instituto loro chiedevano al Duca le cose essenziali all'istituto stesso, perché nelli studi dltalia e fuori si costituiscono queste facoltà di Theologia, di legge, Medicina, filosofia, Rhe-torica .T) Nella distribuzione delle ore e delle lezioni le facoltà erano indipen­denti. I lettori della Società leggevano due lezioni al giorno di un'ora e dopo la lezione vi era immediatamente ripetizione per mezz'ora. Al sabato si tenevano dispute sulle lezioni settimanali; in ogni scuola particolare, poi, ogni mese vi erano dispute concorrendo li scolari di tutti i Maestri, et li Maestri
1 GIUSEPPE BERTI, // sentimento pubblico nell'epoca farnesiano, in Archivio storico per le provincia parmensi, 1558, pp. 135-160.
2) A.S.P., Anonimo, Memoriale al Duca, 1600, Studi, Cart. li
8) Ibidem.
4) Ibidem.
fi) ASP., Antonio Anguifisola al Duca, Parma, 19 febbraio 1662, Studi, Cart. 1.
OJ A.S.P., Ranuccio Farnese al Padre generale gesuita, Parma, 10 novembre 1599,
Studi, Cart. 1.
V AP* Anonimo, Memoriale al Duca, senza data, Siodi, Cart. 1.