Rassegna storica del Risorgimento

ALBERONI GIULIO
anno <1966>   pagina <420>
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Giuseppe Berli
iBtessi insieme a dispulare delle materie udite. '' Le vacanze dovevano esaere brevi perché Padri e dottori ordinari dovevano aver il tempo disponibile onde non correre ne con le lezioni, ne con le ripetizioni .2) Per il bnon governo del Collegio de Convittori 3> i Padri chiedevano al Duca che i convittori non potessero andare ad altre scuole che a quelle de* Padri; da quali dipendino quanto agli esami et studii, et educatione . *) Dovendo licenziare qualcuno discolo o inquieto si voleva il braccio dal Duca come si faceva in Roma non permettendo che si intromettesse alcuno di Corte con lavori per impedire . 5> Si chiedevano : due grammatici* due umanisti, un retorico, tre maestri del corso logico, fisico, metafisico, un matematico, due scolastici, un casista, un lettore di scrittura divina, uno di lingua santa, un Prefetto delle classi superiori, un Prefetto delle inferiori,8) tutti padri gesuiti. Forse fin da allora s'iniziava nel l'insegnamento universitario parmense un certo contrasto fra laici e gesuiti che il Du-Tillot avrebbe poi sfruttato in favore del monopolio statale dell'istru­zione. L'insegnamento delle lettere era assai curato; si manteneva quel tono elevato datogli dal Nizolio. insegnante in Parma nel 1549, congiungendo egli l'eloquenza con la saggezza, la grammatica con la retorica e la filosofia. Infatti il Memoriale di cui sopra esigeva che nelle classi inferiori vi fossero lettori di retorica ed umanità molto fondati e che l'intero corso di filosofia accogliesse allievi dotti in greco e latino . Se il Soave un secolo e mezzo dopo si lamentava con il ministro che gli scolari sotto ai Gesuiti non avevano appresa la lingua italiana, tuttavia nel presentare il suo procedimento per formare una buona grammatica si atteneva a norme tolte dall'insegnamento dei Gesuiti stessi. Egli intendeva esaminare principi fondamentali di tutte le lingue, l'indole e la natura della lingua italiana, i precetti fondamentali, l'uso. ">
Comunque l'Ateneo parmense nel periodo 1680-1702 si presentava ben solido ed aperto al mondo scientifico, specie nelle facoltà giuridica e medica, con accanto il Collegio statale dei Nobili e la Scuola di S. Rocco guidata dai Gesuiti.
Nel 1534 Paolo IH costituiva la Libreria farnesiana, che nel 1691 aveva tredicimila volumi secondo il catalogo redatto dal gesuita Benedetto Lusignani bibliotecario ducale.8)
L'altro centro parmense di alta cultura era il convento benedettino di S. Giovanni nel quale si sviluppavano matematiche e lettere alimentate dalla filosofia. Nel 1635 l'abate don Paolo Scotti fondava l'Accademia degli Elevati per discussioni letterarie, filosofiche, teologiche, alimentata poi con nuovo vigore dall'abate Andrea Arcioni che sostituirà lo Scotti nel 1638. Dall'incontro di padre Mabillon in Parma nel 1686 col Bacchini nasceva l'accordo con Antonio
1) Ibidem.
-) Ibidem.
s) A.S.P., Condizioni delle quali i supplica l'Altezza Serenissima di Parma per il buon governo del Collegio di Convittori, Parma, 5 dicembre 1602, Studi, Cari. 1.
*) ìbidem,
") Ibidem.
8) A.S.P., Anonimo, Lettori necessari per l'Università, Studi, Cari. 1.
"j A.S.P., Soave al Magistrato de* Riformatori, Parma, 26 aprile 1768, Studi, Cari. 24.
8) BENEDETTO LUSICNANI, Biblioteca Farnesianae Catalogus Generali*, Pararne,
1691-1700.