Rassegna storica del Risorgimento

ALBERONI GIULIO
anno <1966>   pagina <424>
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424 Giuseppe Berli
mente post-umanistico.n Sono premesse mantenute strettamente nell'ambito aristotelico-tomistico, premesse che, invece, Arnauld e Lancelot altereranno dopo il 1660, identificando l'uso linguistico con il principio razionale.
Non si sa per quanto durò la scuola privata di Tanaglio; comunque era assai prossima o contemporanea a quella dei Gesuiti di San Pietro, auspice il tutore, dato a Giulio dal padre, nella persona del fratello del conte Alessandro Ronco Vieri.
I Gesuiti aprivano il Collegio di S. Pietro nel 1584, con i tre ordini di scuole inferiore, superiore, universitario, l'unico che funzionasse espressamente anche per ì laici. Essi seguivano l'ordinamento che sarà accolto anche nei semi­nari dei ducati fino alla riforma Paciaudi del 1768, con insegnamenti di lettere umane, retorica, filosofia, teologia onde con tale preparazione accedere all'Uni­versità. -) Ma un quindicennio prima, ossia nel 1568, il beato Burali aveva già aperto il seminario insistendo anch'egli notevolmente sull'insegnamento gram­maticale e letterario classico.
Le costituzioni gesuitiche del 1570 non. ammettevano alla scuola se non dopo due anni di permanenza nel collegio e insistevano perché si accogliessero coloro ohe erano magis ingenios bonisque moribus ornati , sani, idonei allo studio.3')' Fine dello studio era la conoscenza e lo sforzo di se stessi, poiché in universum et in particularibus persona mensura, ex qua quibus facultatibus addiscendis no­stri incombere 4) onde progredire sempre di fronte al prossimo e a Dio. Si richie­deva in latina lingua solidum fundamentum 8) per cui tutti dovevano parlarla correttamente, mandare a memoria quanto i maestri prescrivevano e esercitare Btylum in compositionibus diligenter . Le regole scolastiche esigevano lo scri­vere con cura le lezioni dettate ac postea a maiori cum ordine digesta referant in libros papieaceos quae in posterum conservata redini .fl) Sono nati cosi i corsi delle lezioni udite e trascritte dall'Alberoni. Sulle basi umanistiche si ele­vava l'edificio dell'ordinamento culturale così graduato: logica, filosofia natu­rale e morale, metafisica, teologia tanto scolastica quanto positiva, Sacra Scrit­tura. 7) Finito il curriculum delle Arti di tre anni, il corso teologico durava quattro anni, ài quali vanno aggiunti i due di permanenza nel collegio prima d'essere ammessi alla scuola.
Le successive redazioni della Ratio studìorum del 1591, 1603, 1606, 1635,. mantenevano le norme costituzionali del 1570. Probabilmente la redazione del 1635 era presente ai padri del collegio di S. Pietro durante la permanenza del-l'Alberoni; forse vi si erano aggiunte altre precisazioni posteriori del 1761 ten­denti ad evitare dottrine sospette e lontane da quelle dei dottori della Chiesa. La Società perciò nelle interpretazioni dottrinarie, seguiva attentamente quelle approvate dalla Chiesa.8)
Le singole questioni, non trattate ex professo da S. Tommaso, dovevano
i) Biblioteca Palatina, Parma, Ms. Parmensi n. 20, 815, 11. 2> GHERARDO ZAKDEMARM, Synodits Diocesana fidentina, Parmae, 1728, p. 142.. <*) Constitutiones Societatis lesti., Romae, 1570, p. 42. *ì Ibidem, p. 46. Ri): Ibidem, p. 48.
tt) B.A.1VL, Regulao. scalusticorum, ma. In Constitutiones cit. V Constitutiones cit, p. 46. 8) ANONIMO, Secret du Governement Iesuitique, 1761, p. 171.