Rassegna storica del Risorgimento
ALBERONI GIULIO
anno
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1966
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pagina
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427
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Appunti sulla formazione culturale del card. Giulio Alberimi 427
In quel tempo Newton formulava le sue Regnine philosophandi, pubblicate nel 1687.
Il corso di fisica del Varoto, sebbene disposto ancora secondo l'orditura -aristotelica, riflette motivi ambientali scientifici contemporanei. L'insistenza. neirindagare la struttura dei corpi è evidente, la ricerca sull'individuazione degli elementi primi è continua, tesa a differenziare l'espressione energetica fisica da quella psichica. L'azione umana viene posta entro al vasto ed animato quadro del creato, con l'affermazione che la scienza dell'essere è possesso di Dio, mentre la conoscenza del divenire è possesso dell'uomo.
Diventa difficile stabilire lo svolgersi degli studi dell'Alberoni nel periodo 1680-1700. Sempre attenendomi allViòoszo del Bellardi, informato per tanti particolari, l'Alberoni risulta nel 1681 in Ravenna per quasi tre mesi.1' Qui incontra mons. fi arni, Legato pontificio della Romagna, e s'intrattiene non soltanto con lui, ma con nobili, con ecclesiastici ed elementi colti ravennati. Se ne tornò quindi alla Patria, ne di là, (checche ne scriva l'autor della storia stampata all'Haja) mai più allontanossi gran tempo come leggerassi in appresso, se non allorquando, per ordine del Duca di Parma suo Sovrano, andò all'Armata di Francia che trovavasi in Italia e restò presso il Duca di Vendomo e con questi passossene in Francia .2) L'Alberoni fu poi chiamato a Fermo dove mons. Barni, Governatore pontificio creato vescovo di Piacenza nel 1688, lo incaricava degli affari della propria mensa. Ma in breve tempo lasci olio tornare alla Patria.3) L'Alberoni assolveva il proprio compito con fedeltà pari alla connaturale sua diligenza per un anno, rimettendo poi il tutto al conte Antonio Barni, fratello del vescovo giunto in Piacenza. Secondo il Bellardi l'Alberoni, dunque, tolta hi breve permanenza in Fermo, non si sarebbe più allontanato da Piacenza.
È verosimile che dopo la parentesi ravennate, egli avesse ripreso a S. Pietro gli studi interrotti. Se cosi fosse il corso manoscritto di diritto potrebbe collocarsi nel triennio di morale successivo a quello filosofico. *) Nel corso di logica del Varoto la filosofia morale comprendeva: monastica, economica, politica. Il corso giuridico di commento alle Istituzioni presenta la materia divisa classicamente in diritto naturale, possesso ed uso, ereditarietà, obbligazioni. Di notevole interesse è il titolo De actione,5) nel quale l'attività umana è rapportata alle relazioni sociali mediante l'impiego delle cose.
Va anche osservato che il manoscritto all'inizio di ognuno dei quattro libri porta la sigla I.M.I. anziché quella AMD.G. tipica dei Gesuiti e che non porta la dicitura esplicativa ex libris Eni. Fundatoris. AI periodo teologico conclusivo del curriculum formativo gesuitico, potrebbe appartenere il trattatello De In' ferno del 1686 dettato dal padre gesuita Franzini. ) Pure a tale periodo appartengono, forse, anche i corsi manoscritti di teologia: De Verbi Divini Incarna* itone, De Homìne facto,7) i quali entrambi portano la dicitura Ex libris Eni. Fundatoris.
Le Costituzioni gesuitiche per gli studi prescrivevano la durata del corso
i) B.À.M., BEtxAtim, Abbozzo cit., p. 3.
3) ìbidem, p. 3 retro.
8) Ibidem* p. 3.
t) A.C.A., tn Quatuor. Insttiutionum. Imperiellcum libros brevi Explicatio, Ms.
0) Ibidem, TV libro, Titolo 6.
a) A.CA* De Inferno, 1686, Ms.
7) A.C.A., De Dea nomina judo De Verbi divini Incanutitone, Ms.