Rassegna storica del Risorgimento

ALBERONI GIULIO
anno <1966>   pagina <428>
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Giwwppo Berli
teologico in quattro anni. Il De Inferno è datato 1686 e l'Alberoni, sempre se­condo il Bollarti!, veniva ordinato sacerdote dal vescovo di Fidenza nel '90 all'età di 26 anni, poiché la diocesi di Piacenza era senza vescovo residente, seb­bene il Barni fosse stato eletto nel 1688. Può essere che con la consacrazione sacerdotale finissero gli studi regolari delPAlberoni, regolari fino a un certo punto, presso il collegio S. Pietro nel quale, verosimilmente, egli riceveva dai padri Gesuiti anche le direttive spirituali. Il manoscritto di oratoria sacra, che sem­brerebbe avere più elementi di somiglianza con la grafia alberoniana che non i manoscritti teologici, potrebbe rientrare nella fase ultima della formazione.
Non è improbabile che egli abbia prolungata la sua frequenza alla scuola di S. Pietro anche dopo il compimento del proprio curriculum. Il fatto non sa­rebbe isolato, poiché ritornato a Piacenza come cardinale, frequenterà ancora i corsi del gesuita Padre Yitelleschi. Reduce dalla politica e dal governo delle Romagne, sentiva ancora l'attrattiva per la cultura. Ad esempio anche un com­pagno di scuola delPAlberoni, il conte Pietro Marazzani, *> si laureava tardi nel 1696, discutendo tesi desunte dai corsi del Varoto,-?)'
La formazione culturale politica alberoniana era radicata nel profondo-interesse umano e nella tendenza volontaristica che portava a considerare con preminenza l'azione. Forse, la prima immediata rivelazione aperta di tale pro­cesso interiore, Alberoni la ebbe a Ravenna frequentando quel circolo culturale-politico nel quale risaltava il canonico Spreti, ammirato amico dell'Alberoni giovane, s'imponeva per vigore d'ingegno e vastità di cultura il Barni. Questi misurava al tempo stesso il comportamento agile e penetrante dell'ftafino, la versalilà dell'ingegno aperto, la cultura non comune per un giovane ed in quel, tempo. L'affermazione del Castignoli che l'Alberoni nel '91 era stato raccoman­dato dalla duchessa Maddalena Farnese,8) e la sua presumibile permanenza in Roma nel '96-'97 col nipote del Barni, potrebbero essere altri elementi di tale formazione politica. È certo che il Roncovieri, diplomatico di alta classe, indi­rizzò, e al tempo stesso si associò l'Alberoni, nella propria attività politica presso la Corte farnesiana e il Venderne. Il Bourgeois4' afferma di aver visto nel car­teggio generale farnesiano dell'Archivio di Stato di Parma una lettera del duca. Francesco Farnese, datata 19 dicembre 1702, nella quale si ringraziava il Ron­covieri per i servizi resi insieme all'Alberoni presso il Vendòme. Anche il Bei-lardi lascia intendere che l'Alberoni fosse già agente ducale prima della venuta del Vendòme. La formazione politica del Roncovieri e la sua influenza esercitata, su quella alberoniana, si potrebbero rintracciare con uno studio comparato della Relazione della Corte di Roma di Roncovieri scritta fra il '95 e il '99, forse a Bobbio.B) e la Istoria del Conclave in cui fu creato Papa Benedetto XIII d'ispi­razione alberoniana.) Maestro e guida politica era il duca Francesco Farnese con i suoi rapporti con Madrid e con Parigi, primo tramite tra la politica di Luigi XIV, di Filippo V e la mentalità alberoniana, stimolo all'indirizzo anti-asburgieo.
') F. BRM.AHUI, Abbozzo eh., p. 3 retro.
2> PIETIIO MARAZZANI, Thates e* univenui Philosophia, Piacentine, 1696.
8) PIETRO CASTICNOU, Vita del Cardinale Alberoni, Piacenza, voi. I, p. 6.
" È. BOURCEOIS, Le secret de* Farnèses, Paris, 1909, p. 9.
r) B.C.P., ALESSANDRO RONCOVIEKI, Relazione della Corta di Roma, Ms. Pali. 296..
<i) A.C.A., Istoria del Conclave in cui Su creato Papa Uvnedeito XIII, M.