Rassegna storica del Risorgimento

ALBERONI GIULIO
anno <1966>   pagina <429>
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Appunti sulla formazione culturale del card. Giulio Alberoni 429
Gli anni 1702-1706, passati presso il Venderne, davano alla visione politica, alla struttura giuridica, alla penetrazione psicologica dell'Alberoni già esercitata come informatore e corriere, un'agile preparazione tattico-balistica.
Dagli scritti accertati come autentici,*) e da quel che siamo venuti dicendo, è possibile indicare alcuni aspetti caratteristici della forte e sintetica intelligenza alberoniana.
Punto di riferimento è l'uomo con quelle idee meglio concepite le quali condizionano la sinderesi. Delle idee formate una sola che sia riuscita basta per condurre tutta la situazione, badando a non confondere intelligenza con sapienza. Ne risulta una filosofia delta vita consistente nell'indovinare il modo di servire . Come? Con l'azione vantaggiosa in difesa della giusta causa, nelTas-suefarci alla realtà onde mettere in evidenza le doti personali potenziandole, nell'essere insomma umanizzati e limpidi . Le operazioni umane decadono se non secondate dal Supremo Motore al quale dobbiamo abbandonarci comple­tamente, poiché ciascuno di noi è soltanto uno strumento per la realizzazione di un disegno superiore alla volontà umana. Eppure il governare dipende dalla conoscenza di quanto è forte e di quanto è debole, onde non permettere l'usanza che alcuni particolari possi no tagliare il mondo a pezzi e dare e togliere Stati, Provincie, Regni non con altra legge e ragione se non quella del sai prò rottone voluntas . -' E se il saggio sa che il mondo si governa con l'apparenza, sa pure che si governa con le proprie forze. Dunque nelle cose grandi non si può camminare, né operare con il compasso alla mano, bisogna dare qualche parte all'azzardo ,3)
Nella formazione culturale alberoniana rimane la base metafisica varotiana appresa solidamente. La teoria dell'azione, il rapporto della volontà umana -con quella divina, il rapporto tra soggetto ed ambiente, appaiono visibilmente. Per Alberoni acquistare un proprio punto di vista, buttarsi nelle situazioni sin­gole alle prese con l'esperienza incessante, vuol dire collaborare ad un compito comune richiesto dalla Provvidenza nel quale tutti si ritrovano. Nonostante lo spiccato accento volontaristico e la forte insistenza psicologica soggettivistica, Alberoni non è pragmatista e rimane sempre ancorato alla metafisica dell'essere derivandone un equilibrio sostanziale.
Infatti personalmente 1*Alberoni tende sempre all'elemento unitario. Nella politica estera cerca la mediazione delle Corone di Spagna e di Francia perché sia possibile la mediazione Parma Italia, Italia Europa, nel sistema di una pace generale. Nella politica interna tende a stabilire il rapporto fra monetazione,
*) EMILK BOL>H<;EOJS, Lettre* itili mes de J.M. Alberoni adressées <m Conile I. Roc­ca, Paris, 1893; J. ALBERONI, Apologie ott Lettre da Cardinal Alberoni adressée à la Sacrée Congrégation de Em. et Itav. Sci gii cu rs Cardino ux A stalli, Barberini, Cor-sini, Tolomei, Scotti, Spinola, et Imperiali, 1721.; G. ALBERONI, Costituzioni per le monache della seconda Regola di S. Chiara in S. Maria di Valverde di Piacenza, Ra­venna, 1738; G. ALBERONI, Legea A lumina Collega S. Lazari, Piacentine, 1751.
Lettere dell'Alberoni edite solo in porte, sono sparse in notevole quantità presso gli archivi italiani di Napoli, Firenze, Parma, Forlì, Fano. Notevoli le raccolte pressa l'Archivio Segreto Vaticano (copie) e presso l'Archivio del Collegio Alberoni di Pia­cenza. Le raccolte estere più importanti sono quelle giacenti negli archivi francesi e
spagnoli.
2) E. BOUHCEOIS, Lettre* ecc. cit., parte 2, p. 601.
3) Ibidem, p. 584,