Rassegna storica del Risorgimento
GROSSI ERCOLE GIUSEPPE; RIMINI STORIA 1845
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1966
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Romolo Comandali
tka. Ma cJù ordiva la tela? Qui tutti lo sanno. L'ambasciatore di Francia. Ma Lambruschini, amico intìnto di lui per isparanza di papato, o noi crede, o finge non crederlo. Tutto avea per iscopo l'ottenere dal Papa stretto alla góla gualche decreto contro i gesuiti. Difatto i proclami sparsi a Rimini giù ano fuoco contro di noi.
A proposito di gesuiti, la R. V. chiederà che vi sia di nuovo. Io le rispondo ricisamente. In Francia san già diminuiti i soggetti nelle case, sparpagliati i giovani studenti. Il Papa promette non concedere altro. Ma per non aver fastidi, unica sua cura, sa Iddio che cosa farebbe. Quanto ai cardinali, tolga Bernetti, che ama noi, e Micara, che ama la giustìzia, gli altri che contano qualche cosa ci venderebbero per una pnbrica..
Io non voglio fare il profeta. Ma stampa libera e strade ferrate hanno a fare prima gran cattive e poi gran buone novità politiche ed ecclesiastiche.
I vescovi di Francia, d'Irlanda, degli Stati Uniti sono fieramente irati contro la corte romana. E Iddio più di loro. Imbecillità, ambizione, avarizia regnano nel miserando Vaticano.
Oh che lettera melanconica! Eh se dovessi narrare tutte le abboni inazioni del Santuario farei un volume in istil di Ezechiello, con la intitolazione: Fode parietem.
V. R. non mostri questa lettera ad anima vivente. La verità scandolezza i pusilli, e i pusilli sono innumerabili. Preghi, preghi per
E. G. Grossi S. I.
P. S. La risposta la consegni al medesimo Cavaliere de' Rossi, quando ritornerà.
Al Rev.mo in C.to Padre / Il Padre Bernardino Latini / Rettore del Collo de' Nobili / Napoli (Largo del Mercatello).
I chiarimenti da apportare alla lettera del p. Grossi non sono pochi, e taluni assumeranno le caratteristiche di vere e proprie rettifiche.
Anzitutto è da rilevare che negli elenchi dei principali compromessi nei moti compilati dallo stesso governo pontificio, non si trovano né Spagnoli, né Polacchi, né Piemontesi, ma unicamente cittadini degli Stati della Chiesa, appar
ii Autografo in Archivio Masi, Novafeltria. È opportuno dedicare alcune saccìnte note ai personaggi rammentati nella prima parte della missiva del p. Grossi. Del De Rossi, latore della lettera, maestro Insigne negli studi di archeologia cristiana, abbiamo già detto. H p. Francesco Manera (1798-1847), napoletano, entrato adolescente nella Compagnia appena ricostituita da Pio VII, fu discepolo del p. Andres. Ricoperta per qualche tempo la cattedra di letteratura italiana nell'Università di Torino, svolse funzioni varie nell'Ordine, finché da p. Rootliaan fu nominato proposito della provincia napoletana. Nell'autunno del '46 fu traslato a Roma, per assumervi la direzione del Collegio Romano. Fu intimissimo del p. Latini. Cfr. su questa amicizia: Ti. COMANDIMI, Notizia sul Cardinola Carlo Acion, cit. Monsignor Celestino Code (1783-1857) fu supcriore generale dei redentoristi, sistemotore delle teologia morale alfonsismi, arcivescovo titolare di Patrasso, confessore di Ferdinando II. Giudicalo dal Settembrini avversario dell'unità italiana, da altri fu definito cdptocarhonaro e traditore dei Borboni. Il nuovo arcivescovo di Napoli è monsignor Sisto Biado Sforza (1810-1877) giunto da poco tempo nella nuova sode, trasferitovi da A versa; sarebbe stato elevato alla porpora pochi mesi dopo, nell'ultima promozione di papa Coppellati.