Rassegna storica del Risorgimento
MASSARI GIUSEPPE
anno
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1966
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pagina
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439
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GIUSEPPE MASSARI IN PARLAMENTO
Giuseppe Massari, il patriota tarentino che W. Maturi definì, in modo incisivo, U primo meridionale, dopo gli esuli del 1799, che agisse e pensasse politicamente da italiano e non più da municipale , x) è noto a molti come il fedelissimo di Gioberti e di Cavour, 2> oppure come l'autore di quel minuzioso ed interessantissimo Diario, che illustra gli avvenimenti del 1858-60.3) Poco conosciuta è, invece, la sua attività politica e parlamentare, che, pur non essendo di primo piano, non fu tuttavia trascurabile. Egli fu, anzi, una figura preminente all'interno della Destra e fece spesso sentire il peso della sua presenza, sia per la sua integrità morale, sia per la caparbietà delle sue convinzioni.
Fece le sue prime esperienze parlamentari nel 1848-49, quando fu nominato deputato al Parlamento durante il breve e sfortunato tentativo di governo costi* tuzionale nel Regno delle due Sicilie.
Ritornò alla ribalta politica nel 1860. Era l'anno cruciale per le sorti d'Italia. Massari, che, fin dal 1849, si era rifugiato in Piemonte, si impegnava, al fianco di Cavour, in quel turbine di avvenimenti che stavano preparando il terreno all'unificazione d'Italia. Nei primi mesi del 1860 era stato eletto deputato per la VII Legislatura, che, il 17 dicembre dello stesso anno, veniva sciolta a causa degli eventi conseguenti alla spedizione garibaldina. L'assetto politico d'Italia era mutato, l'unificazione quasi del tutto raggiunta. Bisognava raccogliere le forze per un nuovo difficile compito. Il 18 febbraio 1861 venne inaugurata a Torino FVIII Legislatura. G. Massari fu eletto deputato dal collegio di Bari; con serenità e con gioia egli si preparò ad occupare il suo posto nel Parlamento. Era negli anni della maturità e sentiva più forte che mai l'attrazione per la politica e il desiderio di operare concretamente in favore di quella patria per cui aveva sofferto e lottato. L'attività parlamentare divenne il fulcro della sua vita, poiché, come nota lo Spaventa, la realtà più intrinseca dei suo essere, il suo valore, l'interesse unico della sua vita era, più che se stesso, il deputato, il deputato, come egli lo concepiva, rappresentante di un grande e libero paese, del quale curasse e facesse valere gli interessi con la saggezza, l'abnegazione e la costanza del carattere.
Nell'aula parlamentare sedette a destra e fu tenace difensore delle idee moderate. Si definì liberale incorreggibile "'' e strenuo propugnatore di quei principi liberali che egli vedeva incarnati nelle istituzioni inglesi, delle quali fu sempre un grandissimo ammiratore.
Fu eterno segretario della Camera , pronto, come scrive un suo contemporaneo, a prendere la parola in difesa dei ministri di Destra. La massima
i.i "W. MATURI, recensione a La vita e i tempi di Giuseppe Massari di R. COTU-CNO, in Nuova Rivista Storica, 1932, Fase. IV, p. 458.
3) . VENKJIONI, Il fedelissimo di Gioberti e di Cavour., in Corriere della Sera, Milano, 16 gennaio 1932.
8) G. MASSARI, Diario dalle cento voci (1858-60) a cura di E. MORELLI, Bologna,
1959.
4) A. Pn Camera, Discussioni, tornata del 13 marzo 1884, voi. Vili, p. 6993. B) A. P., Camera, Discussioni, tornata del 5 luglio 1867, voi. II, p. 1873.