Rassegna storica del Risorgimento

MASSARI GIUSEPPE
anno <1966>   pagina <440>
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440 Anna Bisceglia
et sur font pus tróp de zète gli era sconosciuta. Buona natura, cuore affettuoso, carattere onesto, non ambiva nulla per sé, era modesto nei suoi desideri .]> Operoso e leale, non disdegnò di accettare incarichi anche V, <pin incresciosi perché il Parlamento procedesse spedito nelle sue operazioni; purché il Parla­mento italiano, nella storia dei Parlamenti europei, tenesse quel posto che gli apparteneva .2)
Uomo del meridione, e che dal meridione e dai suoi problemi non aveva mai distolto lo sguardo, esordì in Parlamento, il 2 aprile 1861, con mi discorso che affrontava il problema delle Provincie meridionali, dominate dal disordine amministrativo. La piaga del brigantaggio stava per manifestarsi agli occhi degli Italiani ed egli tentò di additare i rimedi più pressanti per curare e guarire i molti mali che tormentavano e agitavano la sna terra natia.
Criticò soprattutto la tendenza all'accentramento soffocatore di ogni sana forma di vita comunale e provinciale,8) partecipe delle idee di quella parte della Destra, che strenuamente stava tentando di difendere l'Italia da un ordì-namento centralizzatore, da attuarsi più per timore di mettere in pericolo la sospirata unità che per reale convinzione della sua utilità. Ben presto il brigantaggio politico e le rivolte contadine, vieppiù crescenti, si incaricheranno di dimostrare che le preoccupazioni del Massari erano giustamente fondate.4) Gli appelli ad interessarsi del Sud diventavano, di giorno in giorno, sempre più gravi. Il brigantaggio imperversava e dilagava. G. Massari affrontò, con impegno e competenza, la discussa questione. Il 18 dicembre 1862 venne eletto membro della commissione nominata dalla Camera, che aveva appunto il compito di indagare sugli avvenimenti che sconvolgevano le terre meridionali. Furono svolte indagini e fu redatta, infine, dal Massari la famosa relazione su Il brigantaggio nelle Provincie meridionali. Questa è una delle prime sintesi organiche di quello sconcertante fenomeno che devastò, per più di cinque anni, la tenera compagine del Regno d'Italia.
Adoperando un metodo che ci richiama alla mente le acute analisi sulle malattie dello Stato, fatte dal Machiavelli, egli illustra le cause di ordine sociale, economico, politico e storico, che hanno preparato un terreno fecondo al bri­gantaggio ed hanno permesso che esso attecchisse e prosperasse, in modo parti* colare, nelle terre meridionali. Pone, quindi, l'accento sullo stato d'animo di queste popolazioni, ondeggianti tra l'inquieto senso di ribellione e l'apatia più completa, e mostra la connessione esistente tra l'istinto di rivolta, che non ha contenuto politico, ma esclusivamente carattere di rivendicazione territo­riale, e il brigantaggio politico. È questa la parte più viva e più interessante della relazione, che, nella seconda parte, si dilunga sui mezzi e sulle misure necessarie a reprimere il brigantaggio.
È evidente una frattura tra la prima e la seconda parte della relazione, frattura sopra tutto nella coerenza delle idee espresse. Il Massari, infatti, critica aspramente, nella prima parte, il governo borbonico, che, abusando del potere e della giustizia, ebbe il funesto esito di togliere ad un intiero popolo la
') D. CALATI, Gli uomini del mio tempo, Bologna, 1882, pp. 173-174.
2) A. P., Camera, Discussioni, tornata del 13 marzo 1884, voi. III, p. 6999 Con. Vare).
*) 0. FRAODOSIO. // deputato barese G. Massari indicò a Cavour le cause del males­sere del Sudt in Cassetta del Mezzogiorno, 3 maggio 1961.
4) Ibidem.