Rassegna storica del Risorgimento

MASSARI GIUSEPPE
anno <1966>   pagina <446>
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Anna Bisceglia
nunciò un discorso per appoggiare il progetto di legge riguardante la tassa sul macinato, tendendo, però, più a far brillare la sua eloquenza che ad affron­tare con perizia l'argomento scottante di questo schema di legge. Sul finire ritornò a quella che può essere considerata, com'egli stesso dice, un'idea fissa : la pace con la Chiesa, raggiunta attraverso la via della libertà, poiché, senza aver fatto questo passo, è difficile pure raggiungere la meta dell'equi­librio della finanza.1) Era questo,, e sarà sempre questo, il problema da lui più sentito durante tutta la carriera parlamentare. come il leitmotiv musicale che guida lo sviluppo di un'opera sinfonica ed in sé racchiude tutti i germi di sviluppo delle variazioni Un questi anni tutti gli altri problemi verranno ap­punto sentiti dal Massari come variazioni che possono essere ricondotti ad un tema unico: il principio della libertà della Chiesa. Il problema finanziario, invece, aveva caratteristiche troppo reali e presentava troppe complicazioni di carattere tecnico per poter smuovere ed interessare, nonostante la buona volontà di applicarvisi, il suo animo tendenzialmente disposto agli studi letterari. Il 4 agosto 1868, parlò in favore della legge per un Regìa cointeressata sui tabacchi, anch'essa misura di ordine finanziario. Egli, che, come afferma il Lanza, aveva una influenza non comune sul suo partito , 2> più che motivare il suo appoggio, sollevò la questione ministeriale, dal momento che cotesta legge aveva provo­cato moltissime opposizioni, perfino all'interno della compagine di Destra. Erai contrario ad essa il presidente della Camera, Giovanni Lanza; erano indecisi e dubbiosi molti.
Prendendo la parola, egli affermò che vi sono momenti in cui si deve avere il patriottismo e l'abnegazione di sacrificare la coscienza privata, la co­scienza individuale, all'interesse generale della patria e del partito . a) pue giorni dopo, però, il Lanza accusò il Massari di essere anch'egli poco incline a sacrificare i propri principi in nome del partito4) ed il deputato di Bari dovette ammettere che se una legge va contro la libertà di coscienza del­l'individuo, è doveroso anche, andare contro il proprio partito .s)
Libertà di coscienza, coscienza di partito: ecco due concetti che il Massari avrebbe desiderato vedere uniti, mentre nella pratica politica essi vengono ad isolarsi su due poli opposti. Questa constatazione poteva essere per lui l'inizio della crisi, ma egli non se ne rese conto immediatamente. Continuò la sua attiva vita parlamentare, mentre lentamente la crisi andava maturando nel suo animo. Il 24 gennaio 1869, con un discorso breve ed efficacissimo, gettò ancora una volta l'ancora di salvezza al ministero Menabrea, oramai perennemente sull'orlo del precipizio, attaccato in Parlamento dagli uomini di Sinistra e da quelli di Destra. In Emilia, e soprattutto a Parma e Bologna, vi erano stati tumulti a causa dell'applicazione della tassa sulla macinazione dei cereali. Il Governo aveva reagito contro questi moti, nati solamente da un giustificato malcontento popolare, con provvedimenti durissimi e la reazione del paese e del Parlamento era stata immediata. Alle interpellanze contro l'operato del Governo risposero i deputati Donati e Massari. Quest'ultimo, come già abbiamo
?J A. P., Camera, Discussioni, tornata del 16 marzo 1868, voi. V, p. 4961. s) A. P., Camera, Discussioni, tornata del 6 agosto 1868, voi. VII, p. 7970. *) A. P., Camera, Discussioni, tornata del 4 agosto 1868, voi, VII, p. 7918. *) Si alludeva all'ostinatezza dimostrata dal Massari nel difendere le sue opi­nioni in materia religiosa durante lo discussione delle leggi del 1866-67.
0) A. P., Camera, Discussioni, tornata del 6 agosto 1868, voi. VII, p, 7984.