Rassegna storica del Risorgimento

MASSARI GIUSEPPE
anno <1966>   pagina <447>
immagine non disponibile

Giuseppe Massari in Parlamento 410
detto, riuscì con il suo discorso a placare le acque. Il Menabrea, grato, gli indirizzò il giorno stesso, queste parole: Gradite i miei più. sinceri compli­menti per il vostro splendido discorso che ebbe la rara fortuna di imporre il silenzio ai vostri avversari mentre riscuoteva gli applausi dei vostri amici.1)
Superato questo scoglio, il ministero continuò la sua attività, perdendo, però, sempre più la fiducia del paese. Nel giugno scoppiò lo scandalo della regìa dei tabacchi e fu questo episodio che, privando il Governo della fiducia già vacillante concessagli, ne preparò la caduta.
Il 17 giugno veniva chiusa la prima sessione della X Legislatura. U Massari che, il 5 giugno, quando aveva dato il voto favorevole alla mozione d'inchiesta sulla regìa dei tabacchi, aveva dichiarato di essersi sentito nei mesi prece­denti un pò* più ministeriale s) di quanto si sentisse oggi, si allontanò dall'aula parlamentare con un'esperienza forse maggiore di attiva vita politica, ma certamente amareggiato dallo spettacolo di lotte intestine che in essa si agitavano. Stava accorgendosi suo malgrado che l'attività politica era diversa da come aveva immaginato. I contrasti tra la Destra e la Sinistra si erano fatti più gravi e più frequenti; questa Camera, in cui mancavano ormai tanti uomini che egli aveva amato e stimato: Cavour, d'Azeglio, Poerio, gli diventava sempre meno familiare. E quando getto gli occhi su questi banchi, la Camera mi permetterà questo pietoso ricordo, io sento vivissimo il dolore di non più trovare su di essi tanti che sono caduti innanzi tempo logorati dalle ansietà e dalle angosce di questa faticosa vita politica .8) II presente è doloroso e deludente. Solo il passato, con le sue memorie, può dargli conforto. Così, il passato diviene la dimensione della sua realtà ed il presente viene respinto. Questo atteggiamento ci aiuta a comprendere il progressivo irrigidimento delle sue idee su basi vieppiù conservatrici. Custode delle memorie sacre del passato e vigile sentinella4) del presente: questo il compito di cui si sente investito.
Il 18 dicembre 1869 si inaugurò la seconda sessione della X Legislatura. Il primo atto della Camera fu la nomina del presidente e, siccome la maggio­ranza dei suffragi non fu raccolta dal candidato ministeriale, i ministri offri­rono le loro dimissioni .s) Il Gabinetto Menabrea, dopo una crisi piuttosto lunga, si dimise e l'incarico fu affidato a Giovanni Lanza, che, avvalendosi dell'opera di Quintino Sella, costituì un Governo in cui gli elementi di Destra pura si fondevano con alcuni rappresentanti che non disdegnavano la collabo­razione e l'apporto della Sinistra. Il Massari, tenacemente legato alle idee della Destra più moderata, sì mantenne, da questo momento in poi, in un rapporto di indipendenza rispetto alla politica ministeriale, pronto a piegarsi ad essa, se fosse stata tale da non contrastare le sue convinzioni, ma altrettanto insoffe­rente a dare, il proprio appoggio, se accadeva l'inverso. Il Parlamento ed il paese, intanto, avevano concentrato le loro forze sulla questione finanziaria, mentre si delineavano all'orizzonte avvenimenti che avrebbero condotto a compi­mento il più grande desiderio degli Italiani: il ricongiungimento di Roma all'Italia.
*) L. F, Menabrea a G. Massari, Firenze, 24 gennaio 1869, in M.C.R.B., Busta 814/30-7.
2) A. P., Camera, Discussioni, tornata del 5 giugno 1869, voi. X, p. 10919. 8) . P., Camera, Discussioni, -tomaia del 24 gennaio 1869. voi. Vili, p. 8923. 4) A. P., Camera, Discussioni, tornata del 25 maggio 1871, voi. IH, p. 2343. fi) C. MASSARI, La vita e il regno di Vittorio Emanuele il, Milano, 1912, p. 392.