Rassegna storica del Risorgimento
MASSARI GIUSEPPE
anno
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1966
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450 Anna Discaglia
astratti principi. Come membro della commissione nominata dalla Camera per studiare questo problema, egli aveva redatto, infatti, un progetto di legge che era alieno dai due estremi e. pur propugnando il principio della libertà della Chiesa, prevedeva alcune limitazioni: si discostava in tal modo dal progetto mi* nisteriale che era più incline al principio di un netto separatismo. II 23 gennaio 1871, iniziò la discussione generale alla Camera, che occupò per più mesi l'attenzione di tutti gli Italiani e generò all'interno degli stessi partiti divisioni e scissioni. Sia nel progetto ministeriale, sia in quello della commissione, la prima parte delle disposizioni si articolava sulle guarentigie al pontefice, la seconda parte trattava dei rapporti Stato-Chiesa. Anzi, nel progetto della commissione si era accentuata questa divisione degli argomenti, suddividendo lo schema di legge in due titoli e, mentre il titolo primo non si allontanava molto dal progetto ministeriale, il titolo secondo se ne discostava nettamente. La prima parte della discussione generale alla Camera fu, quindi, dedicata all'approvazione delle guarentigie e per il papa. Il Massari sorse a parlare il 26 gennaio. Dopo aver fatto notare, con disappunto e meraviglia, la situazione di disagio che regnava all'interno dei partiti, si dimostrò convinto che la rivoluzione era completamente terminata e che, andando a Roma, era necessario inalberare la bandiera della conservazione . Implicitamente mise il punto sul dato di fatto che, con la riunione di Roma all'Italia, il nostro Risorgimento aveva raggiunto il suo epilogo ed i problemi che ci si accingeva ora a risolvere non facevano più parte del periodo dell'unificazione, ma del periodo post-unificazione. *) Per affrontarli vi era, dunque, bisogno di ponderatezza e saggia moderazione, dal momento che il nostro paese doveva riconquistare, di fronte all'Europa, quella posizione di fiducia che il Ricasoli aveva saputo farle raggiungere e che l'episodio di Mentana aveva fatto vacillare. D'altra parte un certo disagio suscitato in alcuni ambienti dalle decisioni del Concilio ecumenico, aveva conciliato molte simpatie all'Italia. A questo proposito il Massari lesse in Parlamento la nota lettera di Hyacinthe Loyson del 17 luglio 1870. ") Ribadì, poi, la necessità di far giungere in porto la legge delle Guarentigie, alla quale egli dava voto favorevole, auspicando, però, che la commissione, nell'adempimento del mandato affidatole, fosse in grado di apportare al progetto tutti quei miglioramenti e tutti quei perfezionamenti, che potranno essere arrecati a questa legge, nel senso liberale, e segnatamente nella parte che concerne la libertà della Chiesa .8) Questo suggerimento era diretto, essenzialmente, al secondo titolo del progetto della commissione, considerato dal nostro deputato in piena contraddizione col titolo primo e tale da sviare e neutralizzare il contenuto positivo del progetto ministeriale. Per tale motivo egli aderì anche all'emendamento al titolo secondo del Peruzzi, tendente ad abolire quel tanto di giurisdizionulismo che si voleva conservare a scapito della libertà della Chiesa. Ad ogni modo, su questa seconda parte del progetto di legge, i contrasti furono ancora più violenti e misero a nudo le
1) Vedi A. BERSELLI, La destra storica cit., p. 176.
2) La lettera che troviamo negli Atti Parlamentari ha delle varianti leggere, sopra unito di forma, rispetto a quella che noi abbiamo citato in precedenza. Questi mutamenti erano stati suggeriti da Padre Giacinto stesso che, avendo ricevuto la richiesta del Massari di rendere pubblica questa lettera, gliene aveva spedito un facsimile, con piccole rielaborazioni. Ambedue gli originali sono in M.C.K.R., Busta 813/43.
8) A. P., Camera, Discussioni, tomaia del 26 gennaio 1871, voi. I, pp. 153-156.