Rassegna storica del Risorgimento
MASSARI GIUSEPPE
anno
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1966
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pagina
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452
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452 Anna iiiscaglla
ve.his . ' ' Questa suadente difesa della Hebrtà della Chiesa non riscosse il successo desiderato, dal momento che una crisi di idee sconvolgeva gli animi. Perfino i moderati, che avevano sempre sostenuto con convinzione questo principio, si trovavano piuttosto disorientati ora che ne era propugnata l'applica zioue ad una potente gerarchia ecclesiastica, informata al principio dell'assolutismo e che aveva definito la libertà stessa uno dei principali errori del nostro tempo . -* Perciò il progetto di legge venne approvato alla Camera il 21 marzo 1871, secondo la linea tracciata da Ruggero Bonghi. Il Massari sub una grossa delusione e ne sentiamo l'eco in una lettera che gli indirizza l'Oldo-fredi su risposta a quel che gli aveva scritto lo sconsolato deputato barese: Il Governo, la Camera intendono per libertà la loro, non quella altrui; ed hai ragione di esclamare: che con questa logica, non vi è libertà al mondo che sia possibile .a'
Frattanto, risolto questo problema fondamentale, si ripresentava l'altro ancora più grave e vitale: la questione finanziaria. Gli nomini che stavano al Governo, gli nomini di Destra, che avevano lottato e lottavano per raggiungere il sospirato pareggio del bilancio, non potevano arrendersi a metà strada; non rimaneva altra alternativa che percorrere 11 cammino fino in fondo, con ostinazione e coraggio, anche a costo di perdere per via, come sempre accade in una lunga marcia, molti uomini e molte energie. 13 Massari, dopo l'ultima delusione patita, si era chiuso ancor più nella sua posizione di isolamento. Il 25 maggio 1871, durante la discussione intorno alle proposte finanziarie del Sella, parlò contro di esse, facendo risalire le cause del disavanzo non solo alle spese per fare l'Italia unita, ma soprattutto alla cattiva amministrazione e all'antagonismo tra Stato e Chiesa. In questo modo la sua voce diventa l'eco dei desideri di molti uomini della Destra che, dopo la risoluzione della questione romana, chiedevano una migliore amministrazione, la quale risollevasse le condizioni del paese e ne riattivasse, in modo capillare, la partecipazione alla cosa pubblica. Il 30 giugno 1871 la capitale veniva trasportata a Roma; il 27 novembre veniva inaugurata, a Montecitorio, la seconda sessione della XI Legislatura; il 12 dicembre, il ministro delle Finanze, Quintino Sella, riproponeva il suo programma per risolvere la questione finanziaria. Venne nominata una giunta, composta di quindici membri e presieduta da Marco Minghetti per vagliare il piano presentato dal Sella. Nel marzo del 1872 cominciò il dibattito sul progetto di legge presentato dalla giunta. Il Massari parlò il 13 marzo, per motivare il suo appoggio alle proposte della Giunta dei Quindici, proposte che egli ritiene tali da non violare il principio a cui si era fino ad ora attenuto, quello cioè di non imporre tasse nuove . * '
Più che le sue affermazioni sul problema delle finanze che, come di consueto, mostrano la sua insufficiente competenza in affari di ordine pratico, ci interessano le dolenti parole con cui dichiara di sentirsi deluso da questa attività parlamentare, che in nulla è mutata nel passaggio da Firenze a Roma. Aveva sperato in un completo rinnovamento e niente era accaduto. Egli rimprovera la scarsa differenziazione dei partiti, che rovina e rode dall'interno il buon esito delle discussioni. Io avevo sperato che, venendo a Roma ci fossimo ricordati
*) A. P Camera, Discussioni, tornata del 16 marzo 1871, voi. 1, pp. 1138-1143.
2) A. BERSELI,!, Ut destra storica di., p. 284.
) E. Oldofredi u C. Massari, Milano, 2 aprile 1871, in M.C.R.R Busta 815/29-19.
*3 A. P Camera, Discussioni, tornata del 13 marzo 1872, voi. H, p. 1182.