Rassegna storica del Risorgimento

MASSARI GIUSEPPE
anno <1966>   pagina <453>
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Giuseppe Massari in Parlamenta 453
di quella magni fica sentenza di Cesare Balbo il quale diceva che le Camere semicircolari sono il flagello delle costituzioni; io avevo sperato che invece di una Camera semicircolare avessimo avuto una Camera rettangolare. Ciò che più riempie di rammarico il suo animo è l'apatia che regna nelle discussioni parlamentari, anche in questa a cui sta partecipando, che si svolge languida e sfibrata . Noi abbiamo compiuto un lungo e faticoso viaggio. A Roma è terminato l'esodo dell'Italia, abbiamo deposto il bordone del pellegrino; do-vremmo perciò essere più agili e più svelti; invece siamo affranti ed acca sciati .l> Aveva pienamente ragione il nostro buon deputato! Egli, sempre più solitario al suo posto di vedetta, non poteva che notare con stupore questo fenomeno. L'atonia regnava nei Parlamento ed il paese non si comportava diver­samente. Era parso che, con la conquista di Roma, si fosse giunti ad una svolta decisiva; ma molti, invece di andare avanti, avevano sentito il bisogno di sostare; e la stanchezza di tanti anni di lotte era sopraggiunta all'improvviso.
Il 27 aprile 1872 il Massari parlò contro il progetto di legge per la soppres­sione delle facoltà di teologia nelle Università. Benché egli fosse stato sempre fautore del separatismo tra Chiesa e Stato, affermò che. pur di evitare l'ulteriore approfondirsi di un dissidio che minacciava di compromettere ogni eventuale conciliazione, sentiva il dovere di votare contro il progetto.2) Le facoltà teo­logiche furono abolite, soprattutto con l'appoggio dei voti della Sinistra: ciò dimostra quale peso e quale importanza questa vada ormai acquistando in Par­lamento. L*8 maggio 1873, durante il dibattito intorno al progetto di legge per la soppressione delle corporazioni reb'giose nella provincia romana, il Mas­sari intervenne per invitare, ancora una volta, il Parlamento a non calpestare il principio della libertà della Chiesa, dichiarando, quasi con orgoglio, di aver avuto la costanza dal 1861 in poi di votare contro tutte le leggi presentate dai diversi ministeri sull'Asse ecclesiastico... .;1) Nel Parlamento andava intanto maturando la crisi. La lotta tra Destra e Sinistra si faceva sempre più aspra. La XII Legislatura segnò un netto aumento dell'influenza della Sinistra in Par­lamento. Il 1875 fu Tanno cruciale. L'Italia si avviava a raggiungere il pareggio, ma la Destra si sgretolava e indeboliva. La richiesta che il Presidente del Con­giglio, Marco Minghetti, indirizza al Massari, il 13 giugno 1875, ne è un sintomo. Faresti cosa a me gratissima egli scrive se mi volessi fare l'analisi della Camera sotto questo punto di vista. Siamo sicuri della maggioranza? Questa a un dipresso si può presumere? 4)
Il 6 marzo 1876 viene inaugurata la seconda sessione della XII Legislatura. Il 18 marzo il ministero Minghetti dà le dimissioni ed il Re affida l'incarico di costituire il nuovo Gabinetto al Depreda. Giuseppe Massari, passato all'opposi­zione, limitò in questo periodo la sua attività ad interrogazioni. Sciolta la Ca­mera il 3 ottobre 1876, vennero bandite nuove elezioni. Il Massari non fu rieletto. La ragione? Noi la troviamo enunciala in modo chiarissimo in una lettera del-l'Oldofredi, in cui viene esaminata la particolare impostazione della campagna elettorale e le reazioni degli elettori. I discorsi degli elettori erano tutti su di uno stampo. Dicevano pressapoco COHÌ : ma che importa a noi che l'imperatore di Germania, e quello d'Austria, questi passati e futuri nostri nemici si siano
1> A. P., Camera, Discussioni, tornata del 13 marzo 1872, voi. lì, pp. 1178-1182. '*) A. Pn Camera, Discussioni, tornata del 27 aprile 1872, voi. II. p. 1718. 8) A. P., Camera, Discussioni, tornatu dell*8 maggio 1873, voi. VII, p. 6164. 4) M. Minghetti a G. Massari, Roma, 13 giugno 1875, in M.C.R.R., Busta 815/7-2.