Rassegna storica del Risorgimento

MASSARI GIUSEPPE
anno <1966>   pagina <455>
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Giuseppe Massari in Parlamento
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riposo per tonificare il suo animo, solcato ormai da tante esperienze. Con abban­dono si lasciò assorbire dall'attività giornalistica, che finora aveva svolto paral­lelamente a quella di deputato, dedicandosi soprattutto alla raccolta di docu­menti e di notizie che potessero agevolare la sua opera di scrittore e storico del Risorgimento. Lentamente, al contatto con gli eventi del passato, la cui realtà gli si offriva con contorni molto più definiti e definibili di quelli che racchiu­devano la complessa trama degli avvenimenti presenti, risorsero la sua fiducia e la fede ottimistica negli uomini e nella politica.
Dopo quattro lunghi anni operosi, ma difficili, spinto dalle pressioni affet­tuose dei suoi amici, che desideravano trarlo dall'ombra in cui si era rifugiato presentò nel 1880 la sua candidatura per la XIV Legislatura. Eletto dal collegio di Spoleto, riprese il suo posto alla Camera dei Deputali. Il momento di crisi e di nausea stava cedendo il passo ad un rinnovato vigore. La sua attività, in que­sta Legislatura, fu tutta un'opera di velata critica e di moderata opposizione al Governo, che venne ad esplicarsi attraverso frequenti interrogazioni sulla poli­tica interna ed estera del Ministero. I tempi erano molto mutati dal 1876. L'Italia, dopo il lungo periodo di concentrazione sui problemi interni, aveva aperto le sue porte ai contatti con l'estero, ma era ancora troppo débole per poter svolgere una buona ed energica politica. La questione d'Oriente, l'emigrazione, la difesa degli interessi italiani all'estero, la riforma elettorale: sono questi i problemi su cui il Massari maggiormente puntò l'attenzione, durante questa, come durante la XV Legislatura, in cui venne eletto per i voti del secondo col­legio di Perugia. Nonostante la salute malferma, egli partecipò assiduamente alle discussioni. E ci vengono alla mente ora le parole che il Luzio scrive sul Massari. Egli afferma di averlo più, volte visto a Roma, quand'egli era imberbe giornalista . e di aver ammirato lo stoicismo sereno di quel veterano che, malgrado la mal dissimulata miseria, continuava a battagliare con alacrità giovanile, nel Parlamento e nella stampa, per la Destra vinta, contro la trionfante Sinistra .* '
Le 6ue forze furono bruciate in quest'ultimo tentativo di essere utile alla patria ed al paese. Nel 1884 le sue condizioni fisiche si fecero così preoccupanti da consigliargli di diradare le sue presenze alla Camera. Nella seduta del 6 febbraio 1884, il deputato di San Donato, alludendo alla malferma salute del Massari, tra la commozione generale, propose che, trattandosi di un vecchio martire della libertà , di uno dei precursori del martirologio del Risorgi­mento , )a fosse mandato a chiedere di lui. Il 13 marzo 1884 Giuseppe Massari morì: lo stesso giorno i colleghi ne commemorarono alla Camera la figura, con parole che Bono un inno alla lealtà, al patriottismo, alla disinteressata onestà -dell'uomo e del deputato.
ANNA BISCECLIA
i) A. Luzio, prefazione u Uomini di Deatra di GIUSEPPE MASSARI, pubblicato a cura di G. INFANTE, Bari, 1934, p. XVI, nota 1.
2) A; P., Camera, Discussioni, tornata del 6 febbraio 1884, voi. VII, p. 54T