Rassegna storica del Risorgimento

COMITATI DI PROVVEDIMENTI PER ROMA E VENEZIA; GIORNALI LIVORNO
anno <1966>   pagina <456>
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IL COMITATO DI PROYVED1MENTO LIVORNESE
PER ROMA E VENEZIA E IL GIORNALE DEMOCRATICO
L'ITALIA DEGL'ITALIANI
Il Comitato livornese di soccorso per l'impresa di Garibaldi in Sicilia era presieduto da Giuseppe Gherardi, ma i fratelli Botta e Cesare Tubino ne erano i principali animatori. Di Giuseppe Gherardi, personaggio importante e igno­rato che meriterebbe uno studio biografico che ne mettesse in luce l'intensa attività,1' si occupa diffusamente il Saitta nel suo saggio sul Buonarroti. Il suo pensiero politico nota il Saitta nel decennio che precede l'unifica* zione è andato evolvendosi in una direzione che sorprende non poco in lui che fu già collaboratore di Filippo Buonarroti . A giustificare il mutato atteg­giamento del Gherardi, il Saitta avanza la probabile ipòtesi che si tratti di una tipica evoluzione massonica*; il Gherardi, cioè, avrebbe assunto un ruolo di legame tra il vecchio mondo della massoneria buonarrotiana e il nuovo mondo della massoneria risorgimentale , -'
Dei fratelli Botta, Cesare, Fortunato ed Enrico, più benemèrito della causa nazionale fu Cesare, che ebbe parte importante nella difesa di Livorno del *49 e, nel '51, reo del delitto di perduellione, fu condannato a morte e poi graziato della vita. Enrico e Fortunato si trovarono compromessi nel moto mazziniano del 30 giugno 1857;3) Cesare faceva parte della brigata Nicotera a Castel Pucci; appena sbarcato a Palermo fu tra i volontari che tornarono sul continente in segno di protesta. '1
Cesare Tubino prese parte giovanissimo alle agitazioni politiche; volon­tario nella prima guerra di indipendenza, nel maggio del '49, dopo l'ingresso degli Austriaci a Livorno, emigrò con la famiglia in Liguria; tornato a Li­vorno, nel 1850 organizzò la Società segreta della Riscossa che ebbe filiali in altre città toscane. Arrestato e processato fu prosciolto per mancanza di prove ed esiliato. Negli anni successivi mantenne rapporti segreti con i più caldi liberali toscani, tanto da essere di nuovo processato a Firenze; si adoperò
') CARLO FHANCOVICH. Albori socialisti nel Risorgimento, Firenze, 1962, pp. 140 e 179.
2) ARMANDO SAITTA, Filippo Buonarroti. Roma. 1950, voL I, p. 242 e sgg. Ultalia degl'Italiani non ci permette di documentare e di approfondire l'ipotesi del Saitta,. sebbene il giornale mostri chiaramente la stia simpatia per la massonerìa; ci dà, tut­tavìa, utili indicazioni sulla attività del Gherardi negli anni 1860-61 a Livorno. TX Gherardi, infatti, oltre ad essere il Presidente del Comitato nazionale residente in Li­vorno (Via Vittorio Emanuele, n. 52, II0 piano) per la impresa di Garibaldi in Siri li a, fece parte del Comitato eletto nella prima seduta per la costituzione della Società di Mutuo Soccorso fra gli artigiani, pronunciò un discorso commemorativo in occa­sione del 18 anniversario della morte di Carlo Bini, guidò una delegazione di demo­cratici livornesi per il dono di una bandiera agli abitanti di Rocca S. Casciano, in­seguito alla elezione del Guerrazzi, presentò una protesta al Parlamento sulla irrego­larità delle elezioni del 27 gennaio 1861, e pubblicò infine presso la tipografia Leon rìni di Livorno una storia d'Italia.
3} ERSILIO MICHEL, Mazzini a Firenze o a Napoli dal luglio al dicembre 1860, in Nuova Antologia, 1911, p. 448.
-*) Scritti editi ed inediti di G. Mazzini (S.E.I.), voi. LXX, p. Ili, nota.