Rassegna storica del Risorgimento

COMITATI DI PROVVEDIMENTI PER ROMA E VENEZIA; GIORNALI LIVORNO
anno <1966>   pagina <457>
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Il Comitato di Provvedimento di Livorno
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incessantemente a promuovere l'istruzione e il miglioramento economico nella plebe e l'emancipazione della donna. *)
Nell'epistolario mazziniano sono testimoniati i frequenti contatti che il Mazzini ebbe con il Tubino e con i fratelli Botta; questi ultimi in particolare gli servivano da intermediari con gli amici fiorentini, il Dolfi, il Gironi, il Gian* nelli. e svolsero in Livorno un buon lavoro che fruttò loro il compiacimento del Maestro.2) L'attività del Comitato fu particolarmente intensa nell'estate del '60. in occasione del concentramenlo dei volontari a Castel Pucci, ma fu interrotta dalla circolare Fari ni del 13 agosto 1860, a chiarimento della quale il Ricasoli scriveva in data 25, 27 e 28 agosto al Governatore di Livorno rac­comandandogli la cessazione degli arruolamenti e la sorveglianza del litorale affidato alla sua giurisdizione per evitare sbarchi di armi e munizioni; il Gover­natore si affrettava a far notificare il divieto di arruolamento a Luigi Dinard, Pasquale Crecchi, Giuseppe Gherardi e ai fratelli Botta.8)
L'Italia degl'Italiani*) documenta la ripresa dell'attività del Comitato nel mese di novembre, quando Federico BellazzL dirigente la Cassa Centrale per il Soccorso a Garibaldi in Sicilia, dirama una circolare con la quale denuncia una corrispondenza anonima comparsa nel giornale milanese l'Unione e invita tutti i Comitati di Soccorso a protestare energicamente contro l'articolo diffa­matorio che accusava Agostino Bertani di aver rubato tre milioni dai fondi raccolti dal Comitato Centrale di Genova da lui diretto e metteva in dubbio le doti strategiche e il valore di Garibaldi. )
La protesta del Comitato livornese compare nel n. 13 dell'll novembre deU'Ita/ia degl'Italiani, firmata dai fratelli Botta e da Cesare Tubino; il gior­nale riporta anche analoghe proteste di altri Comitati, come quelli di Modena, Firenze e Milano. B Gli argomenti della protesta sono all'incirca gli stessi in quanto seguono la falsariga della circolare Bellazzi: si critica la direzione del­l' Un ione per aver ospitato uno scritto anonimo così ingiurioso e ci si scaglia contro l'autore che ha osato insinuare tali calunnie contro l'integrità del Bertani e contro lo slesso Garibaldi; si assicura che ben presto tutti i rendiconti dei Comitati saranno resi di pubblica ragione. In attesa della compilazione del ren­diconto generale l'Italia degl'Italiani riporta una lettera di Federico Bellazzi all'Unità Italiana, in cui si danno tutti i chiarimenti atti a tacitare le calun­niose insinuazioni degli avversari.
J) MICHELE Rosi, Dizionario del Risorgimento nazionale, sub voce.
3) Addio: avete mirabilmente operato: pochi giorni ancora, e ne coglierete, speriamo, il frutto S.E.L, voi. LXVILL p. 303, lettera ai fratelli Botta.
8) Archivio di Stato di Li vorno, Atti del Governo, 1860, n. 1739.
4) Giornale democratico garibaldino, vide la luce in Livorno dal 24 ottobre 1860 al 30 giugno 1861. Fu diretto prima da Carlo Martelli, quindi da Riccardo Danti; ebbe come principali collaboratori Michele Guitera De' Bozzi, Temistocle Pergola, Giuseppe Fedi e l'aw. Gaetano Tallinucci di Barga. Fu sequestrato dalla polizia il n. 64 del 19 marzo 1861 per aver attaccato il Ricasoli dopo la cessazióne dell'auto­nomia toscana.
tfj TOMMASO PEDÌO, L'attività del movimento garibaldino nel biennio J861-1862 attraverso le circolari dell' Associazione dei Comitati di Provvedimento per Roma e Venezia, in Rassegna storica del Risorgimento, aprile-settembre 1954, pp. 517-5I8.
'.'] L'Italia degl'Italiani n. 13, 15 e 19 del novembre 1860.
Ti L'Italia degVItaliani n. 27 del 28 novembre 1860.