Rassegna storica del Risorgimento

COMITATI DI PROVVEDIMENTI PER ROMA E VENEZIA; GIORNALI LIVORNO
anno <1966>   pagina <458>
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458 Maria Grazia Preziosi Simottì
La vertenza com'è noto ebbe un seguilo in Parlamento dove il deputato Bertani parlò a sua giustificazione in seguilo ad analoghe accuse mossegli dal Bìanchi-Giovinì.
II 24 gennaio il giornale dà notizia che il rendiconto della gestione Ber­tani è stato redatto per sommi capi: si attende il rendiconto definitivo che sarà politico oltre che finanziario. Anche il Comitato di Livorno provvede a pubbli­care il proprio rendiconto amministrativo per il periodo 1 giugno 1860-20 gennaio 1861, firmato da tutti i componenti del Comitato e cioè: prof. G. Ghe­rardo presidente - doti. L. Franceschi, vice presidente Edilio Baganti, magg. E. Villoresi, segretario prof. M. G. de1 Bozzi, consigliere - do. G. Contessali, cassiere.*)
Dopo l'adunanza dei rappresentanti di tutti i Comitati esistenti in Italia, tenuta a Genova il 4 gennaio 1861, in cui fu approvata la proposta Macchi, cal­deggiata dal Mazzzini,-) che i Comitati di Soccorso a Garibaldi, si costituissero in Comitati di Provvedimento per Roma e Venezia,3) anche il Comitato livor­nese prosegue la sua attività in questo senso.
La ripresa dell'attività del Comitato di Provvedimento livornese è docu­mentata nell'Italia degl'Italiani dalla pubblicazione di una lettera del cap. Gio­vanni Guarducci, con cui trasmette al Comitato stesso l'elenco nominativo dei volontari che facevano parte della compagnia da lui comandata nella brigala Nicotera; il Comitato risponde ringraziando ed invita anche gli altri ufficiali della stessa brigata a fare altrettanto.4* Il documento è importante per com­provare la larga partecipazione di volontari livornesi al concentramento di Castel Pucci.
Nello stesso numero il giornale pubblica la lettera di Garibaldi da Caprera, 13 gennaio 1861, con la quale accetta la Presidenza dei Comitati di Provvedi­mento, delegando Nino Bixio a rappresentarlo presso il Comitato Centrale e invita i vecchi Comitati a riunire tutti i mezzi necessari ad agevolare a Vit­torio Emanuele la liberazione della rimanente Italia . La lettera propone la pubblicazione di un quotidiano dal titolo Roma e Venezia*) e ribadisce la necessità, già enunciata nel proclama dell'8 novembre 1860: Nella primissima primavera di quest'anno 1861, tutta l'Italia deve irremissibilmente porre sotto le armi un milione di patriot" . La lettera era stata provocata e diffusa dal Comitato Centrale di Genova per dimostrare che agiva in nome e d'accordo col generale. )
noto che il Bixio non accettò l'incarico affidatogli, in quanto aveva intuito che i Comitati di Provvedimento non potevano non assumere una parte
*) Vltalia degl'Italiani n. 24 del 30 gennaio 1861.
*9 La missione dei Comitati di Provvedimento non è compiuta. Essi devono non dissolversi, ma ricostruirai e infonderò in sé nuova vita con nuovi elementi ... I Comitati di Provvedimento annunzino al popolo l'Italia ch'essi ricominciano in nome di Venezia e di Roma l'opera che impresero e compirono per Sicilia e Napoli (S.EJ* voi. LXVI, p. 317).
8 S.EJ., voi. LXX, p. 270.
*) L'Italia degl'Italiani n. 20 del 24 gennaio 1861.
B) II giornale non fu mai pubblicato. (T. PRDÌO, op. vii., p. 508). Vitali degl'Ita­liani no fece la pubblicità nei numeri 15 e17 del 18 e 20 gennaio 1861.
0) T. PEOÌO, op. cj p. 508.