Rassegna storica del Risorgimento

COMITATI DI PROVVEDIMENTI PER ROMA E VENEZIA; GIORNALI LIVORNO
anno <1966>   pagina <459>
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Il Comitato di Provvedimento di Livorno 459
ambigua, incerta fra legalità e propaganda clandestina, fra suggerimenti mazzi* niuni e praticismo garibaldino . *)
Prima ancora che il Comitato di Provvedimento di Napoli diramasse la circolare in cui si impartivano disposizioni perché ovunque gli amici di Ga* ribaldi aderissero alla nuova associazione,-* a Livorno sorse in questo pe­riodo una associazione democratica collo scopo di unire tutti i cittadini che hanno fede nella democrazia, di istruire ed educare il popolo nell'esercizio della vita pubblica e di far comprendere quali doveri esige la libertà per far godere i suoi inapprezzabili benefizi . La formula politica adottata dai pro­motori della associazione era la seguente: Unità indivisibile e indipendenza d'Italia, colla libertà costituzionale. Accettazione del sistema costituzionale col re Vittorio Emanuele. Perfezionamento progressivo del sistema costituzionale entro i limiti del principio monarchico . Il comunicato, pubblicato nell'Italia degl'Italiani del 4 gennaio 1861, si conclude esprimendo il desiderio che l'esem-pio venga imitato in altre città.
L'Associazione Democratica Livornese si deve, quindi, considerare come una delle prime associazioni a carattere locale che sorgono accanto ai Comitati di Provvedimento; i suoi rappresentanti parteciparono al Congresso dei Co­mitati tenuto a Genova il 15 dicembre 1861, in occasione del quale fu appro­vata la costituzione dell'Unione democratica italiana che aveva per motto Italia una e Vittorio Emanuele.3) Dell'Associazione Democratica Livornese il giornale non fa più menzione nonostante la promessa di tornare a parlarne. C'è da pensare che come avvenne in altre città4) anche l'Associazione livornese avesse vita travagliata e fosse costretta ad agire in clandestinità.
Altro importante documento sull'attività del Comitato di Provvedimento Livornese è la istituzione di una scuola di tiro al bersaglio. L'iniziativa era stata suggerita da una circolare del febbraio '61 della Direzione Centrale di Genova: Sarebbe opera utilissima dei Comitati preordinare militarmente in ogni provincia quegli elementi patriottici ed attivi che... fossero atti a concor­rere in guerra nelle nazionali difese. Importerebbe a tal uopo sollecitarli ed istruirli nel maneggio e nell'uso delle varie armi, non escluso le armi speciali, nelle relative evoluzioni e nell'arte generale della guerra secondo la qualità della milizia e del grado. a tale intento i Comitati di Provvedimento... po­trebbero aprire tiri di carabina, sale di ginnastica militare, scuole di equita­zione, di nuoto ecc. .6) Il giornale, nel riportare il manifesto per il Tiro Na­zionale firmato da Cesare Botta, fatto affiggere nella città, esorta gli altri Comitati di Provvedimento ad imitare quanto sta facendo quello di Livorno.
Il manifesto non tace i motivi per cui il Comitato livornese ha deciso di aprire, nel locale una volta destinato al gioco del pallone, una scuola di tiro, di teoria, di manovra. Questo Comitato di Provvedimento per Roma e Vene­zia, riconosciuto il bisogno di tenere esercitati nelle militari discipline gli ani* mosi, che, devoti alla libertà, non attendono che un cenno di Garibaldi per correre a combattere le ultime battaglie della patria, è venuto nella delibera­
li ETTORE PASSKHIN D'ENTRBVES, L'ultima battaglia politica dal conte di Cavour, Torino, 1956, p. 180.
fij T. Psolo, op. cit., p. 508. 3) T. PKDÌO, op. cit., p. 510. *) Ibidem, fi) Ibidem, p. 521.