Rassegna storica del Risorgimento

COMITATI DI PROVVEDIMENTI PER ROMA E VENEZIA; GIORNALI LIVORNO
anno <1966>   pagina <460>
immagine non disponibile

460
Morìa Grazia Preziosi Sìmoni
sione ecc...... Si indicano, poi, alcune norme generali: ad esempio che alle
esercitazioni possono prender parte lutti i reduci garibaldini e, quando saranno aperti gli arruolamenti per Garibaldi, tutti coloro che si saranno iscritti; che gli esercizi saranno diretti e sorvegliati da una commissione di ufficiali garibal­dini ecc. 5)
Da altri numeri del giornale si apprende che l'attività del tiro al bersaglio ebbe inizio verso la fine di febbraio; le esercitazioni, cui potevano partecipare secondo un comunicato successivo al manifesto anche i membri della So­cietà di Mutuo Soccorso, si svolgevano dalle nove del mattino fino alle quattro del pomeriggio suddivise in teoria e pratica: la prima prevedeva l'insegna­mento di nozioni elementari di tattica, strategia, fortificazioni passeggere, di attacco e difesa del posto; la seconda, tiro e manovra.-) Non si trattava, quindi, solo di esercizi di tiro al bersaglio, ma di un vero e proprio tirocinio militare, tanto che i partecipanti vi trascorrevano quasi tutta la giornata, divisi in drap­pelli con un ex ufficiale garibaldino a capo di ciascuno di essi e con una disciplina simile a quella dell'esercito regolare.
Il concentrameli!o di ex garibaldini e di altri democratici era, natural­mente, sorvegliato dalla polizia, che teneva informato il Governatore. Quale giu­dizio questi si fosse fatto sul locale del tiro al bersaglio, risulta da una lettera al delegato di S. Marco : Quel locale, sotto il pretesto innocente del tiro, serve continuamente di occasione e di mezzo per riannodare tutti quelli che accré­scono sempre la falange dei più turbolenti ed infine lì si tengono note e indi­rizzi per essere firmati, divenendo in tal guisa un vero centro politico che dà inquietudini al paese e può essere causa di inconvenienti . )3
La lettera è del 20 marzo 1861; è facile immaginare che di lì a poco le esercitazioni dei garibaldini sarebbero cessate; il 31 marzo, infatti, viene negata al Guarducci la proroga richiesta per l'uso del locale, col pretesto che esso serviva per la Guardia Nazionale.4) Nonostante la sua breve vita, il tiro a segno livornese è da considerare uno dei primissimi esempi di attività del genere. In seguito ne sorsero un po' dovunque con la connivenza del Governo, che aveva tutto l'interesse a farsi esso stesso promotore dell'iniziativa in modo da controllare le mosse dei garibaldini II Governo, infatti, si era subito reso conto dell'opportunità di tenere sotto controllo le iniziative dei Comitati della Direzione Centrale di Genova, tanto è vero che già il 3 febbraio Nino Bixio
li VItalia degl'italiani n. 28 del 5 febbraio 1861.
2) L'Italia deuVltuliani n. 47 del 27 febbraio 1861.
8) Archivio di Stato di Livorno* Atti del Governo 1861, n. 464.
s) La concessione dell'uso del locale per l'esercitazione di tiro era stata fatta a lai personalmente ed egli era il diretto responsabile nei confronti delle autorità di quanto in quel locale accadesse. Ciò è provato dalla lettera del 9 febbraio 1861 del Governatore dì Livorno al Delegato del Terriere di S. Marco: Per quanto Giovanni Guarducci già uffizi ale dell'ora disciolto esercito di Garibaldi riportasse dalle auto­rità competenti il permesso di attivare per tutto il corrente mese di febbraio lo esercizio del tiro al bersaglio, ad istruzione propria e della gioventù desiderosa di addestrarsi nelle armi, tal permesso essendo personale ed impegnando la responsa­bilità del medesimo, non ò in facoltà di lui di farne ad altri cessione e molto meno di accordargli ingerì mento al sedicente Comitato di Provvedimento dei fratelli Botta che manca di qualsiasi veste legale. Tanto varrà far sentire al Guarducci che .siagli di stretta norma nell'oso della riportata licenza, porgendomi poi categorico riscontro (Archìvio di Stato di "Livorno* Atti del Governo 1861, n. 260).