Rassegna storica del Risorgimento
COMITATI DI PROVVEDIMENTI PER ROMA E VENEZIA; GIORNALI LIVORNO
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1966
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461
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Il Comitato di Provvedimento di Livorno 461
proponeva al Minghetti ministro dell'Interno, che fosse lo stesso governo ad occuparsi della questione se non vedeva di buon occhio che l'iniziativa rima* messe in mano ai Comitati di Provvedimento. l> Per il momento fu deciso di lasciare l'inziaiiva ai garibaldini,-) ma verso la metà del marzo fu proprio il Minghetti che cominciò a preparare una legge sul tiro al bersaglio8) che fu presentata il 4 aprile e votata alla Camera il 13 maggio. Si prevedeva che la direzione dei tiri a segno fosse affidata al comando della Guardia Nazionale dove questa esisteva; altrimenti, i direttori di tiro sarebbero stati nominati dall'autorità governativa. Anche società private che, però, non dovevano essere collegate fra loro potevano farsi promotrici della istituzione, previa la approvazione del Governo. La stessa legge prevedeva l'istituzione di una Società per il Tiro Nazionale posta sotto la speciale direzione del Ministero degli Interni. I membri della sua direzione sarebbero stati nominati dal Governo. 4> Veniva, così, imbrigliata e regolamentata una iniziativa prettamente garibaldina, che mirava ad impartire ai giovani un corso accelerato di istruzione militare in modo da poterli utilizzare di lì a qualche mese, nelle ultime battaglie per la unificazione.
Quando il Governo subentrò alla libera iniziativa dei Comitati di Provvedimento, il tiro a segno perse il suo carattere d'urgenza e trascorsero vari mesi in pratiche burocratiche, cosicché soltanto verso la fine del '61 e nei primi mesi del '62 si verificò un po' dovunque il fiorire di Società di tiro a segno, molte delle quali, con la compiacente condiscendenza del Governo, furono inaugurate in mezzo all'entusiasmo generale, da Garibaldi o dallo stesso Principe Ereditario.
Fra le altre iniziative dei Comitato livornese documentate dal giornale, oltre all'assistenza alle famiglie dei garibaldini caduti,5) è da ricordare la raccolta di 6.000 firme per il Richiamo dell'Esule, inviata a Maurizio Quadrio, direttore dell' Unità Italiana di Milano che si era fatto promotore della iniziativa. 6) II buon lavoro svolto dai fratelli Botta e dal Tubino in questa circostanza è ufficialmente riconosciuto e apprezzato dal direttore del giornale milanese, che cosi si esprime nei riguardi del Comitato di Livorno: I benemeriti membri del Comitato di Livorno raccolsero per il Richiamo dell'Esule 6.000 firme, che per la mancanza di spazio ci riesce impossibile pubblicare per intero. È una protesta energica contro l'atto immorale di cui si rende colpevole il Governo, mantenendo una sentenza cosi ingiusta verso un cittadino, al quale il Governo e il Parlamento devono in gran parte se s'assumono il nome di Italiani.
E il Gomitato di Livorno dà un grand'esempio di quanto possa moltipli-
*) Auto BERSELLI, Diario di Marco Minghetti, in Archivio Storico Italiano, 1955, p. 303.
2) Ibidem, 10 febbraio, p. 304.
8) Ibidem, 16 marzo, p. 360.
* R. Decreto n. 4698 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno il 4 aprile 1861 (Raccolta dei RR. Decreti, ordinanze ministeriali ed altri atti ufficiali pubblicati nelle province toscane durante la luogotenenza di S..A.R. il Principe Eugenio di Savoia Carignano, Firenze, Stamperia Retile, 18(50-1861, voi. I)-
5) UltaUa degl'Italiani n. 88 del 18 aprile 1861.
QJ Tn verità Finiziativa risalivo al Proletario di Lodi, che (in dal novembre del '60 aveva bandito una sottoscrizione nazionale die trovò sabito l'adesione della stampa periodica del Partito d'Azione (S.K.I., voi. LXX, p. 185, nota).