Rassegna storica del Risorgimento

COMITATI DI PROVVEDIMENTI PER ROMA E VENEZIA; GIORNALI LIVORNO
anno <1966>   pagina <462>
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Maria Grazia Preziosi Simoni
care la forza e l'influenza, chi pone al servizio d'un dovere l'attività, la devo­zione, la costanza.
I fratelli Botta e Cesare Tubino rispondono con una nobile lettera che esalta la figura dell'Esule e conclude con l'augurio che la raccolta delle firme possa raggiungere l'intento sperato. *)
II giornale riporta, infine, una vivace protesta -) che il Comitato livornese fece in seguito alla perquisizione della polizia all'ufficio del Comitato Centrale di Provvedimento di Genova nel timore che si compissero arruolamenti clan­destini e dedica all'argomento l'articolo di fondo del 5 aprile. Dopo aver rievocato brevemente l'accaduto, l'autore dell'articolo critica l'atto arbitrario che è stato commesso: Una tale sbirresca diffidenza verso gli uomini che hanno dato reiterate prove di amare l'Italia e di volere il suo bene, è indegna di un Governo che si dice liberale, è un'offesa diretta al primo cittadino d'Italia, dico al generale Garibaldi.
Garibaldi, infatti, aveva pubblicamente dichiarato di non approvare che si facessero arruolamenti e non aveva autorizzato alcuno a farne per lui. Una dichiarazione di colui che è la lealtà personificata dovrebbe essere sufficiente
prosegue l'artìcolo per allontanare ogni sospetto anche dagli uomini che lo rappresentano e che come quelli del Comitato Centrale si mostrano sempre fedeli alla volontà di lui . Chi dubita di essi conclude l'articolo offende Garibaldi, perché mostra dubitare della sua fede .
L'arbitraria perquisizione della sede del Comitato di Genova come noto
fu severamente censurata alla Camera dal Brofferio nella seduta del 10 aprile;8) nello stesso giorno a Firenze la polizia richiamava all'ordine Andrea Giannelli e altri repubblicani sospettati di fare arruolamenti per Garibaldi.4) A Livorno, tre mesi dopo, il governatore Biscossi ricordava ai delegati la per­quisizione di Genova esortandoli a fare altrettanto con la sede del Comitato Botta e Tubino qualora le indagini arrecassero fondati sospetti sul luogo ove si facessero gli arruolamenti e i complotti .
Nonostante le difficoltà in mezzo alle quali doveva operare, il Comi­tato livornese, verso la fine del *61, prosegue la sua attività come nucleo indi­pendente, in diretto contatto con Mazzini, 6> il quale ancora una volta riconosce l'importanza dell'opera svolta dai fratelli Botta: So le vostre vicende, i vo-stri sacrifici, i vostri patimenti. Non possono ora giovarvi come vorrei, ma se le cose muteranno andamento, come spero, in Italia, vivo me, farò che il paese
si ricordi di voi.7)
MARIA GRAZIA PREZIOSI SIMONI
ÌI) L'Italia degVltaliani n. 110 del 15 maggio 1861.
2) vitalin degVltaliani n. 79 del 7 aprile 1861. La protesta è riportata in Ap­pendice, I.
3) Atti del Parlamento Italiano 1861, voi. I, p. 469.
4) L'Italia degVltaliani n. 82 delfll aprile 1861.
) Archivio di Stato di Livorno, Corteggi politici 1861, n. 531, v. Appendice, U. o) Voi continuate ad agire, come nucleo indipendente e solamente in contatto con me (/., voi. LXXIt, p. 9).
T) Ibidem, p. 71. Lettera ai fratelli Botta del 23 ottobre 1861.