Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA STORIA 1862; PASOLINI GIUSEPPE CARTE
anno
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1966
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pagina
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469
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
DOCUMENTI RELATIVI AD UN MINISTERO MAI FORMATO
(Dicembre 1862) H
I documenti che presentiamo si riferiscono al primo dei due incarici di formare il governo che Vittorio Emanuele U diede al conte Giuseppe Pasolini: e precisamente al 1 dicembre del 1862, allorché, dopo le dimissioni del governo Rattazzi, del 30 novembre, il Re, interpellati il Cassini s e il Ponza di S. Martino, insistette molto perché egli formasse un ministero amministrativo. *)
Questi documenti si conservano nell'Archivio Pasolini in Ravenna, quasi tutti nella sezione II, comprendente corrispondenza politica e familiare di Giuseppe Pasolini. L'archivio, in parte danneggiato dal passaggio della guerra, si trovava alla fine di essa in notevole disordine. Attualmente subisce una lenta opera di riordinamento ed elencazione.
Le vicende che portarono alle dimissioni del governo sono troppo note per dover essere rievocate in questa sede: basti soltanto ricordare per sommi capi la cronologia degli eventi, per inquadrare più agevolmente i documenti presentati. I due tentativi garibaldini di risolvere la questione veneta e la questione romana, culminanti a Palazzuolo e Sarnico l'uno e l'altro sull'Aspromonte, sono rispettivamente della primavera e dell'estate 1862. H secondo era stato preceduto da un violento proclama antifrancese lanciato il 28 giugno da Garibaldi a Palermo, cui rispondeva poi il 14 luglio il Rattazzi stesso, negando ogni responsabilità del Governo. Il 20 il generale Durando, ministro degli Esteri, fa alla Camera un appello alla concordia con la Francia, osando tuttavia promettere che presto gli Italiani sarebbero stati a Roma. Il 3 agosto Vittorio Emanuele invita in un proclama gli Italiani a guardarsi da colpevoli impazienze; intanto il Governo dichiara lo stato d'assedio e blocca lo stretto. H 21 il Moniteur minaccia l'intervento francese a favore del Papa e il 29 tra Garibaldi sbarcato e l'esercito avviene il tragico scontro sull'Aspromonte.
La politica del Governo non era stata così ambigua, prima favorendo e illudendo, poi abbandonando senza trattenerlo, infine arrestando Garibaldi sull'Aspromonte, che il Rattazzi e tutto il Ministero furono assai screditati; e con quelli, tutta la politica della sinistra, di cercar appoggi nei movimenti popolari. Si imponeva una politica moderata.
Il Rattazzi diede le dimissioni il 30 novembre, senza che il Parlamento gli votasse la sfiducia: mancava, di conseguenza, una designazione precisa, sulla quale il Re potesse fondare un incarico. La crisi si presentava confusa per il disorientamento dei partiti e delle correnti: fra l'altro, tra l'ottobre e il dicembre, il Rattazzi aveva rimpastato il ministero, introducendovi elementi moderati, nel tentativo di rappacificare gli animi sconvolti.
In questo quadro va vista l'intenzione del Re di formare un ministero aia-
i) Gfr. GIUSEPPE PASOLINI, Memorie raccolte da suo figlio, Roma, 1915, voi. I, p. 408 e M. Uost, l'Isolili odierna, voi. II, tomo II, p. 1198.