Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA STORIA 1862; PASOLINI GIUSEPPE CARTE
anno <1966>   pagina <470>
immagine non disponibile

470
Niccolò Pasolini dall'Onda
nvuiistrativo, di transizione, il quale con una azione moderata e prudente, senza scosse e senza ardite iniziative, riportasse calma ed equilibrio nel Parlamento e nel paese e rasserenasse le relazioni internazionali.
Per questi scopi, e forse per la stima generale che lo circondava in Europa, il Re aveva pensato di dar l'incarico a Giuseppe Pasolini
Tale proposito è espresso nel doc. 1, che si conserva nell'archivio Pasolini a Ravenna, scritto di pugno del Re stesso.3
Gli altri documenti sono appunti del Pasolini, contenenti varie possibili soluzioni di governo, talune con elementi della sinistra, altre senza, e con le relative osservazioni (ministero di conciliazione, ministero della maggioranza, ministero temperato A, ministero temperato B, ministero amministrativo, mini­stero medio).
La calligrafia in qualche carta chiarissima, è per lo più quella tipica del l'appunto affrettato: talune parole sono illeggibili; numerose concellature testi­moniano riflessioni e ripensamenti continui.
Il Pasolini, pur paventando un incarico, che credeva assai arduo, e restio come sempre a prendere impegni, tuttavia, per deferenza alla persona del Re, si pose a tutt'uomo a formare il ministero, iniziando le consultazioni e ten­tando varie formule di governo. Infine, dopo essercisi provato (cfr. doc. 9), sconsigliò al Re un ministero amministrativo che egli desiderava in luogo di un ministero di maggioranza;s) poi gli consigliò di chiamare il Farmi per formare un ministero parlamentare e si riservò il ministero degli Affari Esteri 8> come risulta dai doc. 12 e 13.
Infine pubblichiamo tre lettere che possono servire ad illustrare le con­sultazioni:
ima lettera del 3 dicembre di D'Afflitto ad un Commend > non identi­ficato, in cui egli si offre di collaborare col Pasolini (ed infatti sarà quasi sempre incluso nei progetti di ministero); una lettera del 5 dicembre (il doc. dice novembre, ma trattasi evidentemente di svista) del senatore Audiffredi, relativa alla utilizzazione di Peruzzi come ministro dei Lavori Pubblici e una lettera sempre del 5 dicembre di Giuseppe Finzi (patriota, condannato di Belfiore, de­putato e senatore) di esortazione e considerazioni, in tono tra lo scherzoso ed il pettegolo, sulle persone da includere nel ministero.
i) Archivio Pasolini, Sez. I, prot. XXII, fascicolo X, 1 pubblicato in fac simile in GIUSEPPE PASOLINI, op. e 1. eit.
2) GIUSEPPE PASOLINI op. e l. cit.
3) Un secondo incarico Giuseppe Pasolini lo ebbe alla caduta del Farmi nel marzo 1863, quando il Re gli inviò questo telegramma, nel quale già lo considera Presidente del Consiglio:
e Mandria 26.2.1863 ore 2 rie 2, 5
S. M. il Re a S. E. il Presidente dei Ministri Conte Pasolini - Torino. Scriva al Conte di Castiglione o incarichi il Console di prevenirlo di sospendere di rimettere decora­zioni .
(Archivio Pasolini: Sez. I, prot. XXII, Fascicolo X, 1).
Cfr. le due lettere: Miugheiti a Pasolini del 9 marco 1862, n. DLXVI, e Pasolini Min ghetti, scritta tra il 5 e il 10 manto 1863, n. DLXVH, in Carteggio Minghciui-Pmolini, Torino, 1929, voi. III, pp. 275-276 e GIUSEPPE PASOLINI, op. cft., voi. I, p. 444.