Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA STORIA 1862; PASOLINI GIUSEPPE CARTE
anno
<
1966
>
pagina
<
475
>
Documenti relativi ad un ministero mal formato 475
Or, come le ho già detto dev'essere oggimai risaputo che l'animo mio non si solleva a così alta ambizione. Non debbo dunque che renderle infinite grazie della bontà e della fiducia che mi mostra e [parola illeggibile] con la più alta stima.
Suo Dev.mo
D'AFFLITTO Poe. 15]
All'Egregio Sig. Conte Pasolini, Torino, 5 dicembre 1862
Mi trovai questa sera in conversazione con alcuni distinti senatori; venne naturalmente il discorso sulla composizione del futuro ministero.
Tutti desiderano che sia composto di persone altamente imparziali e capaci perché possa essere di durata; quanto poi alla scelta del Signor Peruzzi al ministero dei lavori pubblici, benché egli sia persona capacissima, alcuni osservarono che egli è troppo in stretta relazione col Conte Bastogi per essere in grado di controllare coll'imparzialità necessaria i grandi lavori delle vie ferrate meridionali perciò una tal scelta dico francamente che non era approvata.
10 spero che le piaccia di perdonare questa mia ingerenza officiosa; Ella può ben essere persuasa che non fio interesse di sorta, Io faccio al fine di assicurare il maggior favore dell'opinione pubblica al nuovo ministero.
La prego intanto di voler accogliere l'espressione da miei distinti doveri e quella non meno dell'alta slima che gli professo.
Servo Suo Dev.mo
Cav. AlTDIFREDI
[Doc. 16]
Amico pregiatissimo! Milano, 5 dicembre 1862
Vi scrivo nella preoccupazione che in vostre mani si trovi in questo momento gran parte del destino del nostro paese: non fate quindi le meraviglie che per tale campo io possa prevenire quella misura di riserbo che mi è naturale, e m'introduca a discorrere con voi senza reticenze d'argomento assai delicato, e vi esprima il parere mio non richiesto.
Se quest'ultima circostanza mi trattenesse,, non sarebbe vero che vi amassi e vi stimassi come sento di farlo.
11 Re mette la sua fiducia in voi in momenti difficili e mentre il suo spirito dev'essere conturbato.
Di questo avvenimento io mi compiaccio perché ho fede nella vostra dirittura politica e nella vostra onestà. Voi non fallirete alla bisogna e solo mi pavento, non pigliatelo per male, che vi venga il necessario coraggio: permettetemi d'ispirarvene.
A nessuno patto dovete rinunciare al mandato ricevuto, che, lasciandolo cadere dalle vostre mani, si corre per lo meno il pericolo dell'ignoto: voglio dire che non vi ha certezza che debba essere raccolto da un altro galantuomo che vi valga. D'altronde molti ponno pensare, e voi stesso forse vel pensate, che il vostro compito sarà assai difficile.
Per me, invece, lo veggo agevolissimo... non istupite?
Agevolissimo, perché ne! rapporti di principi! e di persone io scorgo la vostra posizione tal quale si offrirebbe se la Corona avesse richiesto i consigli di Ricasoli. Un grandissimo vantaggio vi riconosce poro sovra di lui, ed è che