Rassegna storica del Risorgimento

BRESCIA ; LOMBARDO-VENETO ; FINANZA
anno <1919>   pagina <343>
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Una ricevitoria del dazio di Brescia sotto VAustria 343
finanza si affrettò a farlo proprio e partecipò alla Ricevitoria il tratto di esimia bontà dell'arciduca. A che povero livello doveva trovarsi il sentimento civile patrio di questi funzionari dell'Intendenza per abbassarsi a tali smancerie di cortigiana servilità!
In data del 3 marzo l'arciduca si rivolse direttamente agli im­piegati delle provincie italiane con un proclama emanato da Venezia. Vi è incidentalmente nominata Trieste ; è un esempio di stile che blandisce e minaccia. Lo riferisco nella sua integrità.
Venezia, 23 marzo 1857.
L'imperiale autografo del 28 fehbr. p. p. mi nominò Governatore generale del Regno Lombardo-Veneto.
Doveri in qualità di Comandante superiore della marina mi chiamarono a Trieste per breve spazio di tempo, durante il quale ebbi occasione di sen­tire nuovamente dall'Imperatore la espressione della sua piena soddisfazione pel contegno e pei sentimenti dimostrati dalle sue provincie italiane.
Dal giorno d'oggi in cui tocco il suolo Lombardo-Veneto, invigorito dalla fiducia in me riposta da Sua Maestà, facendo appoggio a' sensi leali delle popolazioni, sulla base delle facoltà impartitemi e nella piena consape­volezza di fedele devozione, assumo il conferitomi potere colla ferma volontà di realizzare le intenzioni del mio sovrano.
Destare le forze spontanee degli amministrati nello sviluppo intellettuale e materiale, che forma l'anima di ogni pubblico benessere, dirigerle senza volerle troppo tutelare, e, senza incepparle, pur tuttavia preservarle dall'abuso, promuovere .la prosperità di ognuno, ed ove occorra raccogliere e stringere le forze tendenti al conseguimento di scopi più vasti, tale è lo spirito onde saranno penetrati sì nel pensiero che nella esecuzione tutte le azioni della mia amministrazione uniformandole mai sempre alle magnànime e benevoli intenzioni di Sua Maestà rimperatòrgjjv
dell'adempire questa difficile missione, che la grazia dell'Onnipotente voglia coronare di buon successo, io m'attendo l'efficace e retta cooperazione d'ogni singolo impiegato di Sua Maestà, mi attendo pronta e coscienziosa esecuzione del dovere, osservanza invariabilmente giusta delle leggio il pia rigoroso segreto d'ufficio, Verità e franchezza nelle informazioni sulla condi­zione e sui; rapporti del paese, conveniente procedere verso gli amministrati, quale si addice a chi eseguisce la volontà sovrana, studio nello schivare ogni incomodo non necessario nella esecuzione di ordini superiori, come pure im­pegno continuo nel promuovere il morale non solo, ma il materiale benessere e il crescente sviluppo; delle provincie alle mie cure affidate ; ecco in breve ì punti dei quali viene inculcata la più scrupolosa osservanza ai pubblici funzionari soggetti alla mia direzione e sorveglianza.
Come sempre grato mi sarà l'impartire e far ottenere distinzioni e promozioni a quelli che si adopreranno per un'amministrazione in questo senso zelante e intelligente, cosi dall'altro canto non mai saprò tollerare che