Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA STORIA 1862; PASOLINI GIUSEPPE CARTE
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1966
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480
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Libri e periodici
Alessandro Bossi sono di là da venire, il giovane Luzzulli si aggira ancora nei meandri dello studio e della cospirazione patriottica, il socialismo della cattedra non leva ancora a Padova i suoi pugnaci vessilli) confini nel regno d'Italia. Doveroso ed organico omaggio alla precedente e più nota opera dell'A., il volume in esame si apre con un'introduzione articolala intorno allo stato della società settecentesca, una proprietà agraria borghese non scarsa ma confinata nelle regioni più sterili e impervie, una massiccia presenza diretta dell'aristocrazia veneziana, tale da alterare radicalmente i risultati delle grandi e sisiematiche alienazioni demaniali, diffusione della piccola e media proprietà senza che ciò si rifletta in esiti sociali e comunitari apprezzabili, e Bensa, del resto, che si dia modo, sotto il profilo economico, di svilupparsi capitalisticamente alle aziende maggiori, crescente proletarizzazione rurale ed incidenza della mortalità infantile nell'assenza di un corrispondente miglioramento delle pratiche culturali, forte incremento demografico collegato olla diffusione dell'alimentazione a mais che al tempo stesso suscitava le avvisaglie della denutrizione e dell'infierire della pellagra, estensione delle aree cerealicole a danno di prati e boschi, ma soprattutto della coltivazione del gelso, idonea così al sistema contrattuale vigente come alla disponibilità eccedente di mano d'opera, mancanza di un razionale sfruttamento del patrimonio ovino senza che del resto si riuscisse a prospettare alla società pastorale una concreta alternativa economica. Quadro denso di ombre, dunque, e sintetizzato nel cui de sac di una riforma politica e civile, come tale impensabile nella struttura statale della Serenissima, quale indispensabile prodromo della riforma agraria vera e propria.
Campoformio segna l'introduzione, da parte austriaca, di un criterio di rigida compressione tributaria, nell'ambito del rilevamento catastale, due iniziative capillari che smuovono e sommuovono i più remoti retroterra della società agricola veneta. Lo spirito geometrizzante italico si giustappone a quello giuseppino, con l'aggravante del più oneroso carico fiscale determinato dalle guerre napoleoniche, talché la restaurazione è accolta come un sollievo soprattutto tributario (l'imposta prediale) salvo subito dopo i maggiori proprietari ad arroccarsi nuovamente all'opposizione, a fomentare il regionalismo antilombardo, l'autonomismo antiviennese, il tutto in una vaga, ma sempre meglio definita, prospettiva liberale, dinanzi al fantasma ognora pauroso del catasto, un fantasma ingrandito ulteriormente dalla rovinosa caduta dei prezzi agricoli a causa della invasione dei grani russi, esasperato nelle sue componenti politiche dalla sperequazione tributaria ostinatamente, ottusamente mantenuta dalle autorità austriache a danno del Veneto rispetto agli altri paesi dell'Impero. La rete stradale migliora, è vero, la popolazione si accresce, benché più lentamente, benché la pellagra e l'emigrazione stagionale aprano ampi vuoti, infiacchiscano nel suo insieme la resistenza dei lavoratori agricoli più provati, gli estremi residui feudali dileguano dinanzi al diffondersi ed al rassodarsi dell'enfiteusi, la legge del 16 aprile 1839 si propone d'infliggere un colpo mortale alla proprietà promiscua friulana, incrementando la produzione, riconducendo in pareggio le finanze comunali: ma si tratta di provvedimenti frammentari, strumentali, non in grado di scendere nel profondo, di attingere riformisticamente le radici della società, come si scorge, con evidenza parti* colare e drammatica, nell'ultimo caso, allorché la moderna, aggiornata impostazione legislativa si rivehi impotente a padroneggiare l'esplodere irruente di un fenomeno macroscopico corno l'emigrazione permanente.
Di grande interesse sono le indagini dell'A., corredate da una nutritissima appendice documentaria, intorno olla distribuzione del possesso fondiario, specie per quanto concerne gli ebrei, ultimi arrivati grazio olle leggi d'emancipazione, o finanziariamente i più aggressivi e agguerriti di tutti (e molto eloquente, do parte di uno specialista penetrantissimo come lui, è il rammarico di non poter individuare volti, biografie, passaggi fittizi di proprietà, interventi sistematici di prestanome e così via, dietro quelle lunghe file di nomi, spesso a noi sconosciuti, e privi di significato!); nonché l'esame dalla letteratura sul sistema contrattuale, fondamento critico -~ si ricordi il Sennino dell'inchiesta siciliana I - - di ogni serio proposito riformistico in campo agricolo, proposito che nel Veneto induce assai debolmente e di. rado. Il nesso