Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA STORIA 1862; PASOLINI GIUSEPPE CARTE
anno <1966>   pagina <482>
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Libri, e periodici
L'asserzione non sembra documentabile; ma certamente il concorso fu tutt'altro che inviso a lui; né del reato si può pensare ad un atto pubblico di tanto significato che non fosse favorevolmente veduto dal Generale.
Naturalmente scopo e modalità del Concorso, e premi, e termini di tempo ven­nero stabiliti con pubblico bando largamente diffuso, ed emanato, nella data su citata, in nome della Repubblica Francese una ed indivisibile, e rivolto a tutti i buoni cittadini, ed amanti della Libertà .
Che il concorso accendesse nuove speranze e coltivasse nuove lusinghe nei buoni cittadini è cosa di cui non si può se non erriamo avere dubbio.
Pertanto risposero all'appello ben cinquanta due cittadini; e quindi la Commis­sione ricevette altrettante dissertazioni. La cifra è data dal Franchetti nella sua Storia politica d'Italia dal 1789 al 1799, dal Roberti nella sua monografia su II cittadino Ronza, e da F. Momigliano in uno studio che vide la luce nel 1903, a p. 138 della Rivista di filosofia e scienze affini .
Ma poi a sèguito di più approfondite indagini che vengono ricordate nelT/ntro* dazione, e ad opera di studiosi (vogliamo citare Silvio Pivano e Renato So riga) il numero sali fino a cinquantaquattro e poscia a cinquantasette.
Tale numero non significò tuttavia e non significa che sia stato trovato il testo di tutte le dissertazioni: si aveva soltanto notizia della loro accertata esistenza.
Non ripeteremo qui ciò che l'Introduzione chiarisce, e cioè come siano avvenuti i ritrovamenti, come e da chi siano stati risolti i problemi dell'attribuzione dei sin­goli lavori nei casi più che incerti, come si sia provato che le dissertazioni erano veramente pervenute alla Commissione del concorso, e come e perché si siano fatte esclusioni o riserve a questo riguardo.
Del pari sorvoliamo sui mutamenti avvenuti nella composizione di detta Com­missione esaminatrice, e sulle eause per cui i Livori andarono per le lunghe.
I tre volumi ci offrono ora la pubblicazione integrale di tutte le dissertazioni che indubbiamente la Commissione vide, e che sono state rintracciate, e la pubbli­cazione degli scritti che per tradizione sono considerati vere e proprie disserta­zioni anche se del loro invio alla Commissione non si è avuta sino ad oggi testimo­nianza alcuna.
Fra codesti scritti è quello di Carlo Botta che ha per tìtolo Proposizione di una maniera di governo libero, di ben 160 pagine, che apre la serie nel primo dei tre volumi.
Le dissertazioni sono state pubblicate nell'ordine alfabetico (dal nome degli au­tori): le già edite precedono le inedite, ed alla fine di ciascuno dei due gruppi ven­gono pubblicate le anonime.
Tenuto conto delle dissertazioni che non sono state rintracciate e di quelle non ammissibili per fondati motivi, le dissertazioni ora pubblicate, ossia facenti parte dell'attuale raccolta, ammontano a trentasei, di cui quattordici le già edite e ventidue le inedite.
Segue in Appendice (MI0 volume) la pubblicazione degli Scritti editi all'incirca fra il 1796 ed il 1797, i quali, pur non essendo nati per partecipare al concorso, sono espressione del clima ideologico-spSrituale di quell'anno cruciale, e quindi contribui­scono a farci conoscere quell'idea-forza senza della quale la decisione medesima di bandire il concorso non sarebbe stata presa, o non avrebbe avuto così concreta ed eloquente attuazione..
Gli scrìtti di tale significato raccolti nell'appendice e considerati, a giusta ra­gione, concordanti nel tema, ammontano ad otto; e di essi uno soltanto è anonimo.
Degno di considerazione fra tali lavori ci sembra in particolare quello cho reca la firma di Giuseppe Aliamomi (in verità usciva anonimo dalla tipografìa milanese di Luigi Veladini nel gennaio del 1797), lavoro che ebbe alloro e conserva il seguente titolo: Saggio sulle leggi fondamentali deW Italia Ubera - Dedicato al popolo italiano. Si distingue per l'ispirazione e per la saggezza e concretezza delle proposte.
Ma non c'è si può veramente accertare nessun scritto cho non abbia il suo