Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA STORIA 1862; PASOLINI GIUSEPPE CARTE
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1966
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485
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Libri e periodici
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soprattutto il Galanti. Tecnicismo, aridità, limiti insuperabili, pessimismo infecondo, ci ripete la storiografia etico-politica non appena ci si avvicina al magma incandescente della società meridionale toccata dalla rivoluzione: e lo conferma l'A. non solo con una serie di notazioni rigidissime circa la politica restauratrice del Medici ma anche a proposito di una personalità che sta cosi vistosamente ed enigmaticamente a sé come il Blanch, un pizzico di Gui/.oi in un sopravvissuto operosissimo, e ben consapevole, del decennio murattiano. tuttavia questi uomini superati, queste mummie che vengono riesumate solo per le occasioni storiche, come il Carlo Filangieri bistrattato et pour cause! dall'Omodeo. ci lasciano una sensazione di sincerità, di verità, di competenza, che la 4. cultura ci offre ben di rado. Provate a mettere accanto, nel periodo immediatamente posteriore all'unità, un prestigioso ed efficientissimo liberale cavouriano, punta di diamante della pubblicistica contemporanea, come Massari, ed un murattiano irrancidito come Dragonetti, ed osservate chi considera più realisticamente, e con maggiore spregiudicatezza e cognizione di causa, la situazione meridionale! Qui, insomma, in questo delicato punto di sutura (che spesso è dissociazione) tra politica e cultura, troppo sommariamente identificate nella tradizione storiografica liberale, avremmo amato che l'A., la cui indipendenza di giudizio è ben nota (pensiamo qui alle pagine stringentissime sulla derivazione settecentesca ed indigena del pensiero di Pisacane, pur visto forse troppo e quindi implicitamente svalutato in chiave passionale e psicologistica) ci avesse dato qualche giudizio nuovo, più impegnato, magari anche suggerito da esperienze più recenti di vita democratica. Ma la nostra attesa è andata delusa: finissime ricostruzioni diplomatiche, medaglioni biografici eruditi (e qui, in quello famoso su Tito Manzi, ricordiamo la bella e franca valutazione del Mettermeli che, tra le opposte forzature dell'Omodeo e del Valsecela di quegli anni, può ancor oggi apparire utile e cospicuo nodo di riferimento), dotte e letterati ssime evocazioni delle glorie militari napoletane, preziose notizie, il profilo, anch'esso famoso, del Blanch, dove il disagio per conciliare il tecnicismo municipale con l'impostazione europea (che è eredità moderata del riformismo settecentesco, come ben diceva Morandi, ma solo in quanto e perché quest'ultimo, a livello di governo, si era sostanziato e nutrito di < tecnicismo municipale ) si fa più evidente e notevole: ma alle sorgenti di politica e cultura, date per comuni, sorgenti da un medesimo ambiente a fine Seicento, non si torna più, anche quando l'una corrente appare torbida e limacciosa nel clientelismo borghese, l'altra sterile e velleitaria in tanto meridionalismo da strapazzo. Non si sospetta la moglie di Cesare, è chiaro: ma dove trovare la forza per il ripudio?
RAFFAELE COLAPIETBA
EUGENIO DI CABLO, Dottrine, problemi e figure del Risorgimento italiano (Scritti vari)-} Palermo, G. Denaro editore, 1963, in 8, pp. 276. L. 4.000.
L'Autore, illustre docente di filosofìa del diritto, emerito dell'Università di Palermo, raccoglie in questo volume vari saggi di interpretazione e di ricerca su alcuni problemi risorgimentali. Sono tredici saggi già pubblicati in riviste, in atti di accademie ecc. disposti in ordine cronologico-temutico, la cui articolazione segue le direttrici di un particolare impegno di ricerca; non tutti i contributi raccolti sono di eguale interesse (a motivi fondamentali si alternano aspetti minori del Risorgimento strinano) ma le valenze di ciascuno di essi contribuiscono a sollecitare l'attenzione dello stodfoBO, soprattutto per l'originale apertura tematica, che, nella maggior patte di essi, sembra essere contenuta.
La raccolta racchiude una fisionomìa specifica e indica un'unità di interessi e un particolare orientamento di ricerca; i temi dominanti, nella sequenza di questi saggi, riguardano: la dottrina della nazionalità in Pasquale Stanislao Mancini, in Giacomo Durando, in Terenzio Mondani; i rapporti Ura il Mancini 0 il Mittermaier; la vita e il pensiero dì Michele Amari ; gli opuscoli politici del padre Gioacchino Ventura; la cultura siciliana nel Bisorgimonto.