Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA STORIA 1862; PASOLINI GIUSEPPE CARTE
anno <1966>   pagina <487>
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Libri e periodici
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tante! il nazionalismo, che non accenna ad un eventuale nazìonalitarismo, per cui si nota in Ini l'assenza del problema etico-giuridico della questione italiana (come idealità che giustifica l'aspirazione italiana al compimento politico della nazionalità). Quella del Durando è una impostazione legalitaria: per lui valeva il principio della libertà in contraddizione col Balbo, per il quale l'interesse precipuo era l'indi pendenza.
EMILIO COSTA
GIUSEPPE MELANO, La popolazione di Torino e del Piemonte nel secolo XIX, con un'introduzione alle pubblicazioni del Centenario di L. BULFEUETTI, pp. XI-214 ; GIULIO GUDERZO, Vie e mezzi di comunicazione in Piemonte dai 1831 al 1861. 1 servisi di posta* pp. 455; PAOLO NORSA, MARIO DA POZZO, Imposte e tasse in Pie­monte durante il periodo cavauriano, pp. 157; PIER Lirici GHISLENI, Le coltiva' sioni e la tecnica agricola in Piemonte dal 1831 al 1861, pp. 206; GUIDO QUAZZA, L'industria laniera e cotoniera in Piemonte dal 1831 al 1861, pp. 332; MARIO ABBATE, I/industria siderurgica e meccanica in Piemonte dal 1831 al 1861, con prefazione di Silvio Golzio, pp. "VII-219 ; VINCENZO PAUTASSI, Gli istituti di cre­dito e assicurativi e la Borsa in Piemonte dal 1831 al 1861* pp. 405; RAIMONDO LUBAGHI, Pensiero e azione economica del Conte di Cavour, pp. 172. Tutti x volumi a cura del Comitato di Torino dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano; Torino, Museo Nazionale del Risorgimento, 1961, in 8. S. p.
Nel quadro delle celebrazioni per il centenario dell'Unità d'Italia, il Comitato torinese dell'Istituto per la storia del Risorgimento decise, sin dall'autunno del 1956, di promuovere la pubblicazione di una serie di monografie sulla storia economico-sociale subalpina, la cui direzione scientifica fosse affidata al proprio presidente Luigi Sull'eretti. Dopo aver consultato Luigi Einaudi, Carlo M. Cipolla ed Emilio Zaccagnini furono determinati gli argomenti degli otto volumi realizzabili con i fondi a dispo­sizione. Si trattava di conciliare questa iniziativa, oltre che con l'evidente necessità di non allontanarsi troppo dal periodo risolutivo dell'unità, con l'esigenza di non incro­ciare o ricalcare le linee direttrici delle vaste ricerche promosse dalla Ranca Commer­ciale {Studi e ricerche di storia economica italiana nélTetà del Risorgimento) e dal-l'istituto per la Ricostruzione Industriale (Archivio economico dell'unificazione ita­liana). Fu perciò deliberato come precisa il Bulf eretti nella introduzione gene­rale di impostare la collana sul piano di un ben caratterizzato contributo locale prendendo in considerazione non tanto l'insieme degli Stali sardi quanto quella parte di essi che per Piemonte ai intendeva nel periodo storico assunto .
La prima di queste monografie, quella di Giuseppe Melano sulla popolazione di Torino e del Piemonte nel secolo XIX0 affronta dunque il problema per la zona delimitata dalle attuali Provincie di Asti, Alessandria, Cuneo, Novara, Torino, Vercelli e dalla Valle d'Aosta. Quasi interamente elaborata su dati stralciati dai censimenti ufficiali del 1838, 1848 e 1858, essa muove, tuttavia, da una ricerca originale d'archivio rivolta ad accertare, sulla base delle carte francesi, quale fosse la situazione demo­grafica piemontese intorno al 1806. Stabilito che la popolazione del Piemonte ammon­tava a 2.041.585 abitanti nel 1806, a 2.487.561 nel 1838, a 2.643.928 nel 1848 e a 2.738.814 nel 1858 il Melano ha modo di svolgere alcune considerazioni sull'anda­mento dei fenomeni demografici in relazione allo sviluppo economico sociale, affer­mando che il Piemonte era uno dei paesi più densamente popolati dell'epoca. In quanto alla città di Torino si era assistito ad un incremento demografico ancora mag­giore: dai 68.309 abitanti del 1806 si era passati ai 179.635 del 1858. E, come viene lumeggiato dai due capitoli finali costruiti sui dati forniti dai censimenti del 1861, 1871, 1881 e 1901, tale incremento non era scemato per il trasporto della capitale, ma si era invece mantenuto ed elevato specie verso la fine del secolo, durante la grande fase dell'industrializzazione metalmeccanico.
Con la monografia seconda sulle Vie e mezzi di comunicazione in Piemonte