Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA STORIA 1862; PASOLINI GIUSEPPE CARTE
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1966
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Libri e periodici
dal 1831 al 1861 - -1 servizi di posta J>, affidala a Giulio Guderzo, viene affrontata la delicata questione dolio sviluppo dei trasporti e delle comunicazioni, in relazione allo sviluppo dei traffici e dell'economia. Ma, probabilmente in omaggio ni principio di non attraversare le iniziative che l'Archivio Economico dell'Unificazione ha promosso, proprio in questo sei io re. il Guderzo limita la sua indagine ai soli servizi postali, ricostruendo in modo davvero esauriente, sulla base di una vasta documenta zione di archivio e di una vasta informazione bibliografica, un trentennio di vita di quell'amministrazione statale, in tutti i suoi aspetti, tecnici, economici e finanziari, esaminandone l'ordinamento burocratico, valutandone la politica e dando voce, qua e là, a qualcuno dei protagonisti. Le conclusioni cui giunge, non prescindono ovviamente da quelle che furono le direttrici della politica stradale e ferroviaria, molto lucidamente indicale nel primo capitolo, e gli consentono di affermare che la riuscita dello sforzo di ammodernamento delle varie infrastrutture dell'economia piemontese, delle vie di comunicazione e delle poste, s'inseriva in quella unica politica che rispondesse agli autentici interessi del paese, alla sua naturale vocazione, la sola capace di realizzare l'accordo fra gli antichi obbiettivi dinastici e la volontà, più o meno chiaramente espressa, dalle forze vive del paese, e che era sostanzialmente, sin dall'acquisto dei territori dell'Olire Po e della Liguria, uno politica condizionata da motivi concorrenziali nei confronti dei potenti vicini e soprattutto della grande rivale di oltre Ticino.
Nel breve saggio, terzo della serie, intitolato Imposte e tasse in Piemonte durante il periodo cavouriano , Paolo Morsa e Mario Da Pozzo, utilizzando soprattutto fonti stampate, hanno molto rapidamente delineato lo sviluppo delle istituzioni tributarie negli Stati sabaudi, con particolare riferimento al periodo cavouriano e al problema dell'estensione di questo sistema all'intero Regno d'Italia, avvenuto mediante i famosi cinque decreti Bastogi. Il Piemonte è qui visto molto di scorcio: un solo capitolo, il IV, intitolato Suddivisione per zone e per ceti della pressione tributaria nello Stato sabaudo... offre alcuni dati e tabelle allo studioso dell economia regionale.
Con la quarta monografia di Pier Luigi Ghisleni, dedicata a Le coltivazioni e la tecnica agricola in Piemonte dal 1831 al 1861 si ritorna pienamente nell'alveo della collana. Condotta sulla base della trattatistica agronomica del tempo, ricca di illustrazioni riprodotte da vecchi manuali, essa ci offre, senza alcuna pretesa interpretativa dei grandi fenomeni economici, il quadro di una serie di piccole rivoluzioni tecniche, di adattamenti e di miglioramenti agrari a livello dei privati, del come le piccole e le grandi aziende del trentennio risolsero i problemi della produzione, una storia, cioè, che solitamente si perde nelle pur necessarie storie generali dell'economia.
Col volume su L'industria laniera e cotoniera in Piemonte dal 1831 al 1861 , quinta delle serie, Guido Quazza, sulla base di una vastissima ricerca in archivi pubblici e privati, traccia un quadro suggestivo, e forse definitivo, di quella che fu la vera, decisiva Bvolta nel cammino dell'industria laniera e cotoniera piemontese verso il moderno progresso economico e verso L'odierna posizione di questi due settori tessili nel quadro complessivo dell'economia regionale . Definiti i processi di concentrazione dell'industria laniera e di arretramento del setificio, gradatamente sostituito-dall'industria cotoniera, fi Quazza sottolinea l'esigenza di e svincolarsi dal vecchio-schema tecnico*economico, che mira a discutere sulla priorità delle macchine e dei capitali quale causa principale del processo evolutivo , affermando che i capitali non mancarono neppure nel secolo precedente e che le macchine, sebbene indispensabili al balzo in avanti, non furono frutto dell'ingegno subalpino ma prodotti d'importazione. La svolta fu provocata non tanto dall'intero gruppo dei fabbricanti quanto da un esiguo numero di pionieri, soli ad avere lo spirito d'intraprendenza e l'apertura mentale che necessitavano all'introduzione delle macchine e ai programmi dì rinnovamento tecnologico dell'industria. Il punto di partenza delta ricerca deve essere, pertanto, lo studio delle iniziative di quel piccolo numero di imprenditori d'avanguardia. In questo modo l'evoluzione della industria della luna e del cotone in Piemonte viene vista, non come al è fatto finora, dall'esterno, attraverso l'opera del governo, ma dal, suo interno stesso: nelle sue vere forze motrici, ohe sono nell'iniziativa di alcuni