Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA STORIA 1862; PASOLINI GIUSEPPE CARTE
anno <1966>   pagina <494>
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Libri e periodici
sorgerà la nuova legalità, l'indipendenza del Comune. Ogni Comune sarà un'associa­zione di liberi cittadini, e l'Italia un'associazione di liberi Comuni : p. 274). Da "ultimo, ri duceva ancora la propria generosa utopia in una formula più breve e piana: Libertà e associazione così nel Testamento polìtico, pure ripubblicato dal Romano in questo terzo volume degli Scritti vari, pp. 353-359, Credo cbe sul significato di tale Testamento e sulle sue contraddizioni restino ancora valide le finissime osser­vazioni di N. Rosselli (C. Pisacane nel Risorgimento italiano, Milano 19588, pp. 281-285), e che sia altrettanto da meditare la sua commossa pagina sul gesto sublime e ingenuo fino al ridicolo , col quale il Pisacane volle bruciare la sua esistenza, buttandosi, come Curzio, nella voragine, in piena conformità colla sua tesi dell'esem­pio individuale degli iniziatori , ed anche con quanto aveva accennato fin dal luglio del '52 al Mordini (Epist p. 141) sul vantaggio dell' iniziazione napoletana . Nella tragedia di Saprì, traspare soprattutto un insoluto dissidio fra la mistica dell'azione e l'applicazione dottrinaria d'un furore antidottrinario, tipico del Pisacane, cbe in questo giunge a ricordarci certi eroi di Stendhal.
ETTORE PASSERO? DTENTREVES
Pietro Gioia (1795-1865) ; Piacenza, 1965, in 8, pp. 144. L. 2000.
La Biblioteca Storica Piacentina, nata nel 1910, ha accolto testé questo suo XXXII volume che, come altri della collana, ha particolare riferimento alle vicende risorgimentali in cui la partecipazione della nobile città emiliana ebbe particolare significato.
Pietro Gioia, nipote di Melchiorre, è appunto uno di quei cittadini che allora primeggiò per l'intelligenza, la probità, la fede e l'azione; e pertanto hanno corri­sposto al duplice invito patriottico e scientifico gli studiosi che si sono raccolti a convegno e che ora pubblicano loro contributi in questo volume celebrativo del centenario della morte.
Dopo una succinta nota di cronaca, il libro si apre con un efficace profilo bio­grafico dovuto a Stefano Maggi. Poscia Giuseppe Berti illustra con ampiezza di riferimenti i vari aspetti del pensiero politico-civile del Gioia nel quale il Maggi a ragione vede confluire gli orientamenti civili-politici del '700 ed '800 emiliani, determinanti a loro volta l'incontro del liberalismo lombardo, toscano e piemontese e l'avvio all'unità ci vile-politica del '60-'70.
Lo studio che segue riguarda l'attività professionale del Gioia avvocato, non tanto considerata nelle circostanze di fatto che in gran parte non avrebbero interesse storico, quanto piuttosto veduta nella dottrina giuridica e nel pensiero, e quindi nella eloquenza che non è soltanto forma, mu sostanza. Conduce questo studio, raccogliendo le note più caratteristiche, Giuseppe Salvatore Manfredi che, quale Presidente del Comitato Piacentino del nostro Istituto ha provveduto alla pubblicazione del volume unitamente ad Emilio Nasali! Rocca, Presidente della Deputazione di Storia patria. Di questi è il successivo studio su Pietro Gioia Segretario della Camera di Com­mercio. E non c'è bisogno di aggiungere che anche in queste trenta pagine dedi­cate all'argomento è più che evidente la consueta oculatezza della ricerca che sempre distingue l'anfore e la sua scrupolosa obbiettività ed acutezza di interprete.
Dopo le pagine di Nasalli Rocca troviamo quelle di Dante Rubini che ci dà notizia di Pietro Gioia in quanto si interessò degli usili infantili. Questa particolarità non è certamente trascurabile, e ci fa pensare a quei patrioti (quasi tutti della nobiltà o della borghesia colla) i quali negli Stati della valle padana, in Romagna, in Toscana ed altrove furono - prima e dopo il *48 gli ispiratori, i propugnatoti ed i pro­tettori degli asili apoi'tìani, e con finalità non solo umanitarie, ma anche patriottiche. Indubbiamente la storia di quell'istituzione che oggi chiamiamo meno modestamente