Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA STORIA 1862; PASOLINI GIUSEPPE CARTE
anno <1966>   pagina <495>
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Libri e periodici
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anche se più propriamente scuola materna, trarrebbe da questa materia uno dei più vivi ed espressivi capitoli. Ma del resto non sono mancate relazioni e studi in prò posito. Fra i contributi raccolti nel volume trovano posto, di necessità, anche le notizie e le valutazioni riguardanti l'opera che per breve durata di tempo, come è noto, fu svolta da Pietro Gioia quale ministro della Pubblica Istruzione nel Gabi­netto d'Azeglio (10 novembre 1850-20 ottobre 1851). U tema è stato trattato con inevitabile brevità da Giovanni Forimi che ha tenuto conto delle precedenti pub­blicazioni.
Del resto è unito sostanzialmente a questo il contributo che segue, del quale è autore Corrado Sforza Fogliani. Esso riguarda Gioia parlamentare, e quindi trova materia di esame anzitutto nei discorsi tenuti al Parlamento Subalpino ed al Senato del Regno (quello in particolare tenuto durante la discussione sulle famose Leggi Siccardi, e l'altro del 10 marzo 1851 sul bilancio della P.I.), e trova materia in altri discorsi pubblici e nelle polemiche sostenute. Nelle parole come negli atteggiamenti il patriota piacentino appare privo di ambizioni e piuttosto preoccupato di tenersi fedele ai suoi principi. Fra gli altri non piemontesi che sono partecipi della causa nazionale egli è il parlamentare, il politico moderato ma lungimirante, prudente ma fermo e deciso.
Dopo tale convincente studio dello Sforza Fogliani, il volume si chiude con la < Bibliografia degli scritti di P. Gioia esistenti presso la Biblioteca Comunale di Piacenza , con F Elenco dei documenti relativi , e con la Bibliografia di P. Gioia e sul 48 piacentino . Che questa paziente fatica sia stata affidata ad Emilio Nasalli Bocca è più che naturale; da parte nostra non conosciamo altro erudito che la potesse compiere con più sicura conoscenza e migliore metodo.
PIERO ZAMA
PIERRE ANTONETTI, Francesco De Sancite et la culture frangaisei Firenze-Parigi, Edi­zioni Sansoni Antiquariato, librarne Marcel Didier, 1964, in 8, pp. 207. L. 3000.
Giova dirlo subito anche se il giudizio può apparire un po' troppo drastico; un'ottima occasione mancata: e ciò per evidente deficienza, o quanto meno secchezza e scolasticità di metodo, non potendosi pretendere che un'indagine condotta sull'in­dice dei nomi delle varie opere del critico di Morra Irpina possa generare risultati superiori a quelli di un utile prontuario, d'immediata ed anche superficiale consul­tazione. Sembra un'amara ironia che un metodo siffatto, proprio di un filologismo fine a se stesso oltralpe duro a morire (e qui si avverte da noi la salubrità della ven­tata crociana e delle successive, e connesse, elaborazioni marxiste, del metodo storico, insomma, ancorché così discordemente inteso) sia stato impiegato proprio a proposito del De Sanetis, in cui la compresenza dei più svariati elementi culturali, ideologici, politici, fino alle estreme suggestioni sociali, è così complessa e multiforme, difficile il districare, sempre intensamente vissuta a contatto della milizia civile e politica, in una fratellanza spirituale con i protagonisti dell'opera critica che travalica quest'ul­tima, nella sua mera espressione filologica ed estetica, diventando, appunto, presenza storica. Non vi è dubbio che le prospettive culturali delineate dall'A. come inquadra­mento, sia pur remoto ed a lungo termine, siano quanto mai suggestive, l'influsso, cioè, della cultura francese sull'ambiente risorgimentale italiano nel suo complesso: ma appunto la bella analisi consiniana del Mastellone, che FA. cita più volte con meritata lode (e che non è certo 11 solo esempio possibile, ai pensi, a dir poco, agli innume­revoli spunti critici che suggerisce il Gentile) lo avrebbe dovuto meglio illuminare sulle necessarie ed ardue sfumature indispensabili soprattutto nello studio di una civiltà (quanto dire di una società) estremamente composita e cangiante come quella