Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA STORIA 1862; PASOLINI GIUSEPPE CARTE
anno <1966>   pagina <497>
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Libri e periodici 497
o pensosa del suo protagonista, per il bozzetto di colore, finisce con il diventare alla lunga abbastanza opprimente, tanto più data la sua tendenza ad essere di manica larga nel considerare significativi o divertenti episodi e frasi irrilevanti. Né migliora certo la situazione un certo tono quasi untuosamente agiografico cui egli raramente ha saputo sottrarsi, sopra tutto nella sua costante esaltazione di Lincoln come tìpica espressione dell'uomo comune, prodotto caratteristico della frontiera americana. Detto ciò, resta il fatto che questa biografia di Lincoln è senza dubbio prege­vole, non solo per la puntigliosa meticolosità con la quale l'autore ha ricostruito la personalità del suo protagonista e lo ha seguito passo passo attraverso le varie fasi della sua vita privata e pubblica, ma anche per la mano felice con cui egli ha saputo far emergere di volta in volta in primo piano i personaggi di contorno e sopra tutto ha saputo rievocare il clima sociale e politico della vita americana di quegli anni. Sarei quasi tentato di dire che questo libro, più che una biografia, è un grandioso affresco di costume; e come tale, per più versi magistrale.
ALBERTO AQUARONE
ROBERTO CANTALUPO, La Belle Epoque diplomatica italiana; ALFREDO DE DONNO, A Vittorio Veneto mori la vecchia- Europa ; GIULIO GOEHIUNC, Politica occidentale e Uberto del mondo ; Roma, Ed. Cantalupo, s. d., ma 1965, in 16, pp. 249. L. 2000.
Tre autori < di diversa origine e di varie esperienze politiche si sono dati con vegno e si fanno buona compagnia in questo volume poiché concordano nell'esame critico degli avvenimenti diplomatici e non soltanto diplomatici che precedet­tero la nostra partecipazione alla prima guerra europea, concordano nell'esame degli avvenimenti durante gli anni del nostro intervento, ed infine nel giudizio critico della situazione che si è venuta a creare dopo la seconda guerra mondiale.
Nei primi due studi i due autori si propongono l'esclusiva interpretazione di fatti storici: quelli che caratterizzano il periodo della belle epoque europea, e quelli che si susseguono fino a Vittorio Veneto e che, per la loro dinamica rivolu­zionaria e {innovatrice, segnano la fine della vecchia Europa.
IL terzo studio che rispetto ai primi due è brevissimo e può essere conside­rato come un discorso al pubblico è inteso a cogliere le conseguenze d'ordine politico e morale che la seconda guerra ha determinato nella vita italiana ed euro­pea: prima e fondamentale fra tali conseguenze, il trapasso dalla guerra di naziona­lità e di sovranità, alla guerra di ideologie e di fanatismi, di religioni laiche e di rivoluzioni sociali.
Pertanto i tre autori svolgono le loro tesi sul piano della più recente e quindi più appassionante storia d'Europa, ma ciascuno da una posizione che (se non altro per differenze cronologiche) differisce dalle altre. Tre panorami, si direbbe, nella successione del tempo; e ciò fa alquanto diverso il loro parlare.
Però si avverte ben presto che comune è l'ispirazione, che comune è il calore proprio delle convinzioni profonde, che comune è l'ansia di offrire interpretazioni suadenti, di invogliare il lettore a meditare sul recente passato, sui tre tempi di questo passato per conoscerlo nei fatti e negli ammaestramenti, e quindi nel suo valore politico ed umano. Gli stessi tormenti dell'ora che viviamo impongono codesta meditazione, a meno che hi fede non sia tutta perduta e non sia completamente smarrita la ragione: bisogna credere alla possibilità di intuire e di identificare sia pure entro confini umani non sormontubili - - l'immediato futuro, il nostro domani, meditando appunto sugli avvenimenti del recente passato.
Ma perché la nostra nota informativa non sia troppo generica, aggiungiamo ora che il Cantalupo ha svolto il suo tema (e Io dichiara esplicitamente) seguendo passo passo la vita diplomatica di Salvatore Contariui, che fu sempre o fianco dei nostri