Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA STORIA 1862; PASOLINI GIUSEPPE CARTE
anno
<
1966
>
pagina
<
498
>
498
Libri e periodici
Ministri degli Esteri, da Rudini a Grìspi, da Ti turni a San Giuliano, da Sforza a Mussolini. Una biografia che è una storia e che vuole essere un insegnamento. L'A.,. uomo politico a sua volta e diplomatico assai noto, è validamente aiutato dalle sue stesse esperienze nella scelta e nella valutazione delle circostanze e dei motivi che meglio definiscono e colorano la figura e Fazione dell'illastre servitore dello Stato e che lo fanno appunto un personaggio storico ed un esempio.
Le pagine dedicate al diplomatico Contarmi (che non sono nuove e recano la data del dicembre 194-5) sono suddivise in brevi paragrafi i cui titoli quanto mai indicativi contribuiscono ad avvincere il lettore fino al termine della vivissima narrazione.
Non minore efficacia ed una precisione e chiarezza espositiva degna veramente di uno storico vanno riconosciute all'altra narrazione che segue, nella quale Alfredo De Donno, seguendo vie maestre, espone le vicende italiane degli anni della prima guerra mondiale sulle sfondo panoramico della guerra europea. Dal primo atto della tragedia che è il titolo del primo paragrafo, e cioè da Seraievo, l'A. ci conduce con passo veloce e deciso fino alle conferenze diplomatiche, ossia fino a La pace italiana da Versailles a Rapallo che è il titolo del decimo ed ultimo paragrafo, cui fa seguito una Bibliografia essenziale.
Naturalmente la sintesi non lascia posto a discussioni ma piuttosto ad affermazioni categoriche che possono talora consistere in una sola parola. Ma se qua e là può nascere in chi legge qualche dubbio o dissenso, resta pur sempre notevole il rigore logico che l'A. sente in se stesso e che dà una compattezza granitica al suo discorso.
L'ultimo studio, o conferenza, di Giulio Goehring prende lo spunto dai due precèdenti e conduce, come abbiamo già detto, sulla soglia del domani, dopo avere acquistato coscienza del recente passato. Da questa soglia parla l'uomo politico, e chi lo ascolta qualunque siano le sue convinzioni non può a meno di riconoscergli una sua particolare chiaroveggenza diagnostica allorché esamina i tormenti ed i mali che ci affliggono, e come da quella diagnosi egli proceda con rigore dialettico neUa indicazione dei rimedi da lui definiti immediati ed urgenti.
In complesso, ci viene offerto un libro di storia che dichiara onestamente le sue finalità politiche, e che non è soltanto un narrare, ma anche un combattere.
PIERO ZAMA.
JOHN A. THAYER, Italy and the Great War Madison, The University of Wisconsin Press, 1964, in 8, pp. X-463. S. p.
Non manca in Italia ne è esempio e maestro autorevole Giacomo Perticone una corrente storiografica incline a porre la storia contemporanea, nei suoi più vistosi aspetti e risultati del nazionalismo e della dittatura, al segno del più frenetico ed inconcludente irrazionalismo, una vera e propria voluttà del nulla, spesso non rifuggente da autentiche componenti morbose. L'opera intelligente, meditata, ricca di contributi originali e d'una bibliografia quanto mai puntigliosa, del Thayer di cui ai dice imminente, e con degnissimo merito, la traduzione italiana talché qui ci si limita ad una mera scheda di segnalazione sembrerebbe quasi porsi programmaticamente su questa direttrice interpretativa. I rapporti tra politica e cultura sono al fondamento di una ricostruzione tanto agile quanto densa, che prende le mosse canonicamente, auspici Croce e Chabod, dallo presa di Roma come data introduttiva del post-Risorgimento, dell'età della prosa, ed insomma della concreta storia dell'Italia unita a nazione, per concludersi con la visione della guerra come crisi eminente mente culturale, anche qui nella via regia crociana, il pacato equilibrio dell'uomo di Dronero sommerso dall'attivismo sfrenato, dal dannunzianesimo, dall'anarchismo