Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA STORIA 1862; PASOLINI GIUSEPPE CARTE
anno <1966>   pagina <516>
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Vita dell'Istituto
Sabato. 25 giugno, è slato celebrato il ventennale di fondazione della Società, con una colazione alla periferia di Firenze.
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FORLÌ. - Durante la settimana dei Musei, il prof. Sacco, presidente del nostro Comitato, ha ili astrato agli studenti di istituti cittadini il patrimonio del Museo risor­gi lucutale, etnografico e delle armi.
Fra l'unanime compianto, il 10 aprile 1966 si è spento il socio doti. ing. comm. Cariò Mazzoni: nobilissima figura di cittadino, aveva esplicato altissime funzioni civili, dovunque prodigando le sue elette doti di mente e di cuore.
Il 30 aprile u.s. il Comitato per il centenario dantesco, del quale facevano parte i soci prof. T. Fabbri, Presidente, N.D. B. Solieri Bondi, prof. Aldo Sacco, prof. G. Do* nati, ha concluso le celebrazioni con un discorso tenuto dal prof. S. Zanotti sul tema Presenza di Dante . L'oratore ha sottolineato con efficace parola e profonda dot-trina i valori poetici e morali che rifulgono nelle opere e nella vita del Sommo Poeta. Il Presidente del Comitato della Dante Alighieri ha rivolto un particolare ringrazia­mento ai soci N.D. B. Solieri Bondi e prof. Aldo Sacco, per il contributo recato a tutto il ciclo delle manifestazioni dantesche.
Sotto gli auspici del nostro Comitato alla Galleria del Muretto . in Forlì, è stata allestita una mostra di disegno giovanile, ispirata ai grandi temi della Divina Com­media e del Risorgimento. Il giovanissimo artista Franco Vignassi a ha ottenuto largo plauso.
Il 31 maggio u.s. il prof. Aldo Sacco ha tenuto una conferenza volta ad illustrare il patrimonio dei Castelli romagnoli, sottolineando particolarmente il significato che alcuni di essi rivestono per le memorie risorgimentali. Ha auspicato che, come pro­posto per Forlì, si trasferiscano in essi, come nella sede naturale, i Musei del Risor­gimento e delle Armi. Il prof. Selli, restauratore della Rocca di Ravaldino, ha trac­ciato il quadro dei lavori compiuti.
La manifestazione, che si è svolta con la cortese ospitalità del Lyons Club di Forlì, ha dato luogo ad una interessante discussione cui hanno partecipato soci del Comitato e soci del Club.
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LIVORNO. Il mattino dell'll maggio, nel 117 anniversario della difesa della città nel 1849, su invito del Comune, il Comitato ha presenziato, nella persona del Generale Montesoro, alla cerimonia per la deposizione di una corona d'alloro alla lapide di porta S. Marco, che ricorda come allora Livorno abbia sfidato l'austriaco invasore, riportante la tirannide in Toscana per confermar col sangue che mal si reggono con la violenza i popoli insofferenti di giogo straniero .
Il 28 maggio, nel Salone della Casa della Cultura, il prof. Roberto Cessi ha par­lato su: L'Italia e la crisi europea dal 1859 al 1866 . Iniziò il suo dire da quell'armi­stizio di Villafranca, del luglio 1859, che certamente, sul momento, diede un duro colpo alle speranze degli Italiani, ma che poi, essendo rimasto sostanzialmente lettera morta, apportò benefici frutti ai fini della nostra indipendenza ed unità nazionale. E ciò perché, se da un lato, pochissimi erano coloro che - come il Brassier de Saint Simon, mi­nistro di Prussia a Torino avevano capito che la rivoluzione italiana era ormai inarrestabile, dall'altro lato la permanente discordia fra le grandi potenze europee paralizzava ogni loro azione e portava al principio del non-intervento. Così, il Cavour ben conscio di tutto ciò, per U suo mirabile intuito politico, potò, specie nel 1860, arditamente osare: ne conseguirono le annessioni, hi spedizione dei Mille, la campagna nelle Marche* nell'Umbria e nel Napoletano e la proclamazione del Regno d'Italia. L'Europa, par con qualche protesta, dovette, così, accettare il fatto compiuto della nostra unità nazionale, realizzatasi indipendentemente da ogni suo controllo. Poi, l'ul­teriore evoluzione della situazione politica in Italia ed in Europa fece si che l'Austria,