Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno <1966>   pagina <533>
immagine non disponibile

L'allocuzione del 29 oprile 1848
533
avrebbe voluto arrivare. Si prolungò cosi l'equivoco già troppo a lungo du­rato, e si rese sempre più necessaria una chiarificazione.
Davanti alle pressioni della piazza, si permisero gli arruolamenti dei volontari, e dal 23 al 30 marzo questi e le truppe regolari lasciarono Roma. Lo sfato d'animo di Fio IX è chiaramente espresso dal Minghetti: Non fu difficile persuadere al Pontefice essere impossibile operare altrimenti... da tutte le parti si accorreva verso Milano. Rispondere a questi voti ardenti e sinceri con una negativa sarebbe stato un errore; conveniva evitare il disordine e dominare la situazione; e di tutte queste cose agevole fu persua­dere Pio IX, tanto più che vi erano trecento miglia da Roma al confine, e al poi si sarebbe pensato .*' Ma quando le prime truppe in partenza il 23 marzo chiesero la benedizione pontificia, Pio IX rifiutò di benedire pub­blicamente le loro bandiere, si limitò ad accogliere una delegazione dei par­tenti, ammonendoli che essi muovevano solo per andare a proteggere le frontiere , ordinando di non superarle. 2J Due giorni dopo, il card. Anto-nelli trasmetteva le stesse istruzioni al legato di Bologna, card. Amat: Esse [le truppe] devono limitarsi a guardare i confini dello Stato in quelle parti, ove più pericolosamente si manifesta un contatto con vicini in rivolta col proprio Governo .3) Un ulteriore dispaccio dell'Antonella all'Amat del 27 marzo aggiungeva che era desiderio di Carlo Alberto che le truppe pon­tificie si raccogliessero presso i confini per attirarvi il maggior numero di truppe austriache, ammonendo a non deviare da questa linea per non in­tralciare i piani piemontesi. Il 28 poi il ministro della guerra Aldobrandini invitava Durando a mettersi in contatto con Carlo Alberto, come avvenne.
Non sappiamo con assoluta certezza quando vennero emanate le istru­zioni ancor oggi conservate. In ogni caso, esse non sono posteriori al 9 aprile, e con ogni probabilità risalgono a qualche giorno prima. Il testo primitivo, del ministro della guerra principe Aldobrandini, era stato attentamente vagliato e modificato dal card. Antonelli, che ne aveva attenuato il senso e la portata. Ma anche nella forma definitiva, le norme per il comandante il corpo di spedizione erano suscettibili di una larga interpretazione, special­mente se il Durando aveva avuto precedentemente l'ordine di concertarsi con Carlo Alberto, da cui poteva perciò ricevere altre direttive. Istruzioni per il gen. Durando. Che debba regolarsi nella gravità delle circostanze in cui trovasi, nel modo che sia il più conducente alla tranquillità e sicurezza dello Stato.4*
Mini ricordi, Torino, 1889, voi. I, p. 360 (citerò in segnilo: MlWCHrrn).
> SPAM, voi. IT, p. 152f.
S.d.S. 1848, l65.Jfi.fi8.
*) Le istruzioni nella varie redazioni sono riferite dui I Punii, Rapporto di mons. Corboti Bussi dal campo di Cario Alberta, In Rivista di Storia dallo Chiesa in Italia, a. IV (105<li, pp. 405*406: aiiuuloicnti- la loro segnatura archivjtticn, diversa da quella