Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno <1966>   pagina <536>
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Giacomo Martina SJ.
considerando Milanesi e Veneti solo come dei ribelli contro ài loro governo, le cinque giornate soltanto come una a rivolta (e il termine implicava una valutazione morale negativa). Pio IX, anche se addolorato dalTaiiLiclerica-lismo in fermento, è soprattutto affascinato dall'eroismo di una nazione che assurge a nuovi destini, vede nella vittoriosa insurrezione lombarda il dito di Dio, corre col pensiero all'antica alleanza fra i comuni lombardi ed Alessandro III contro il comune nemico, il tedesco ...
H proclama era opera di mons. Corboli Bussi, uno dei pochi in curia a condividere l'ardore nazionale del momento.a* La maggior parte dei colla­boratori del Papa era di altri sentimenti. Quale tendenza avrebbe prevalso, se Corboli Bussi non fosse stato più in grado di influire da vicino sul Papa?
Fosse effetto del proclama, o, più probabilmente, fosse deliberata vo­lontà di mettere la curia romana di fronte al fatto compiuto, bruciando i vascelli e rendendo impossibile ogni ritirata, il Durando promulgò il 5 aprile da Bologna il famoso ordine del giorno, redatto da Massimo d'Azeglio. H comandante non solo attribuiva all'esercito pontificio dei compiti in con­trasto con gli ordini avuti a Roma e trasmessi dalla curia ai legati di Bo­logna e di Ferrara, ma dava alla guerra, che egli di sua iniziativa dichia­rava, il carattere di crociata contro l'Austria. ~) Antico vezzo ed arte di sanfedismo erasi fatto arte e vezzo di liberalismo , commenta sarcastico il Farini.
Quattro giorni dopo partiva per il campo di Carlo Alberto mons. Cor-boli Bussi, incaricato di chiedere un prestito, di sollecitare la stipulazione della lega, di insistere per il pronto invio a Roma dei plenipotenziari. In realtà la missione di un diplomatico romano (e quale persona era stata scelta!) al campo sardo, sia pure decisa da Pio IX ancor prima di riceverne espressa richiesta da Torino, non raggiunse gli obiettivi concreti per cui era sorta, e se in quelle settimane allontanò da Roma uno dei più influenti consiglieri del Papa, uno dei pochissimi che in curia caldeggiavano l'inter­vento, rafforzando così indirettamente il partito contrario, contribuì a creare nuovi equivoci, perché la presenza sul teatro di operazioni dell'inviato spe­ciale del Papa, pareva avallare senz'altro la causa piemontese, dando ad essa l'appoggio morale della S, Sede, preludio di quello materiale.3)
i) A. MANNO, op. cìt., pp. 213*214. Cfr, sol significato del manifesto, le giuste osservazioni di A. OMODEO, art, aiti, pp. 564-565 : 11 Papa si rivolge a un popolo in insurrezione, non per ricordargli il principio di legittimità tctii invece pensavano i cardinali ! I, né rubhidienza passiva, ma per glorificare la forza..
2) Cfr. la lettera di M. d'Azeglio a M. Mingheui, Bologna, 12 aprile 1848 (MIN-GHETTI, voi. I, pp. 420-421): e Un'altra più polla: Antonolli ha scritto a Ciacchi che fleppor per sogno si doveva passare fi Po. Se non lo avesse detto, pazienza. Stiamo a Roma coi preti. Ma l'ha detto e tutti a gridare, od io fuori eolPordme del giorno delle croci. Ora dite che non si passa il Po, signori proti! .
s) Sulla missione Corholi Bussi, cfr. P. Frani, La missione dt., pp. 38*83 ; Io.. Rapporti ciu pp. 399446, R. Cessi, Il proo/nma della guarra e dalla paco nell'azione