Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
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1966
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537
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L'allocuzione del 29 aprile 1848
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Il giorno dopo la partenza del Corboli Bussi, il 10 aprile la Gazzetta di Roma, organo ufficiale del governo, pubblicava una blanda smentita dell'ordine del giorno del 5 aprile: H papa, quando vuole fare dichiarazioni di sentimenti, parla ex seseì non mai per bocca di alcun subalterno w.1) Contemporaneamente il Durando venne invitato a dare spiegazioni del suo comportamento. DI generale rispose il 13 aprile: ?4 egli era stato indotto alla pubblicazione incriminata dalla necessità di dissipare le diffidenze che si diffondevano sui reali propositi del governo romano; del resto, la sanzione data da Roma all'occupazione di Comacchio, sgombrata pacificamente il 31 marzo dagli Austriaci, che ne occupavano varie fortezze in forza del trattato di Vienna,8) e l'ordine di agire di concerto colle truppe piemontesi equivalevano ad una dichiarazione di guerra. Egli non aveva fatto che proclamare apertamente quanto tutti sapevano. In ogni caso, il comandante in capo domandava scusa se aveva recato dispiacere al Papa e si raccomandava alla sua indulgenza.
diplomatica di Pio IX durante la crisi bellica del 1848, in Rivista di Storia della Chiesa in Italia, a. IH (1949), p. 377. Il Pini sostiene che il Corboli segni criteri per* sonali, mettendo la S. Sede in una luce falsa, il Cessi vede nel Corboli il fedele interprete di Pio IX. Checché sia di questa discussione, è certo che l'invio di nn inviato al campo di Carlo Alberto contribuiva ad aumentare gli equivoci e l'ambiguità della situazione.
1) SPADA, VOL II, p. 165. Cfr. anche il dispaccio del rappresentante sardo a Roma marchese Domenico Pareto al ministro degli Esteri Lorenzo Pareto, Roma 10.TV.48 (àu in SPELLANZON, Storia del Risorgimento, voi. IV, p. 378): ... tutu il Ministero giustamente ravvisa avere il generale Durando oltrepassato le attribuzioni che gli erano state accordate... Le istruzioni dategli prima della sua partenza erano circoscritte nelle parole di fare e non dire, lo che eseguendo egli si sarebbe ottenuto l'intento desiderato, e salvato nello stesso tempo il carattere di pace che deve professare necessariamente il Capo della Chiesa. Disgraziatamente.. Cfr. anche il dispaccio del Bar ga gli al Corsini, l'il aprile: US. Padre voleva che si agisse, lasciando a sé solo il giustificare i fatti con quelle parole che le circostanze avessero richieste.
4); A{..[>.. doc. 2. Cfr. Massimo d'Azeglio a M. Minghetti, Bologna, 12 aprile (MIN-GHETTI, voi. I, p. 420): Aldobrandini e voi e io pensiamo lo slesso e conosciamo Roma. La lettera d'ufficio che disapprovava Durando in varie cose, dev'essere lo zampino del partito vecchio... più bravo, più attivo, più leale di lui non c'è... Ora per ima svista, e per aver osato quella tale autorità lata che aveva dal Ministero, gli ri scrive una lettera asciutta e di rimprovero. Gli è scottata, e anche a noi come Duron-disti. Voleva dar le dimissioni, ma abbiamo riuscito a calmarlo. Lasciatelo fare. Iti, a idn 13 aprile, iti/, p. 421: Duole a Durando e a me (che ho fatto l'ordine del giorno e ne accetto per quanto posso la responsabilità) d'avervi cagionate difficoltà; ma erodete ohe se il governo pausato non avesse col suoi continui otti di malafede tolta ogni opinione o fiducia in tutto quel che ri fa in alto, non sarebbe stata necessaria questa esposizione di prìncipi e d'intenzioni... >. L'assoluto identità di concotti df questa lettera e di quella firmata dal Durando il 13 aprile, mi induce a ritenere ohe la risposta del generale, come del resto era forilo immaginare a priori, sia stata redatta dal D'Azeglio. Per l'effetto della smentita del 10 aprile, cfr. l'altra lettera di Matteo Pcdrini a Marco Minghetti, Bologna 15 aprile 1848 Uuì, pp. 422423).
s) SCADA, voi. II, p. 212.