Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
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1966
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L'allocuzione del 29 aprile 1848
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suo esempio. Ancora il 4 maggio, quando la notizia dell'allocuzione non era giunta a Vienna, il Viale Prelà scriveva: L'odio non si mostra che troppo apertamente contro la S. Sede, e contro il clero in genere... Forse lo stato delle cose non è stato mai più grave per quest'impero quanto nel momento attuale. Si tratta dei più sacri interessi della religione. Si tratta di uno scisma che sia per manifestarsi e per essere mandato ad effetto. Qualunque sentimento politico sparisce ai miei occhi, e solo mi si fa sentire la gravità degli interessi religiosi che sono grandemente minacciati . L'8 maggio erano soppressi nell'Impero i redentoristi e i gesuiti: il nunzio temeva che questo atto fosse solo il primo anello di una lunga catena. In queste setti* mane così angosciose per lui, mons. Viale Prelà non faceva che insistere presso il governo in realtà con scarso successo che il S. Padre non si trovava in stato di ostilità contro l'Austria, che anzi non aveva mai cessato di intrattenere con l'Impero asburgico relazioni amichevoli.
Mentre questi drammatici messaggi cercavano di raggiungere Roma attraverso la Svizzera, il Papa subiva altre pressioni da parte della corte torinese, e soprattutto del Gabinetto fiorentino. Il 4 aprile il ministro degli esteri piemontese ordinava al suo rappresentante a Roma, marchese Domenico Pareto, di sollecitare un'enciclica che raccomandasse ai popoli di mantenersi strettamente uniti ai sovrani, tenendosi lontani da qualunque suggestione contraria, ed ai vescovi di ce unirsi per difendere la Santa Causa dell'indipendenza italiana . Il nunzio a Torino, mons. Antonucci, appoggiava l'idea, in vista dell'agitazione in cui si trovano al presente gli spiriti in Italia .J) Le stesse pressioni erano ripetute il 18 aprile per ottenere un'enciclica redatta in termini espliciti e decisi, e ima franca cooperazione delle truppe pontificie. Da Firenze poi in quelle settimane giungevano quasi ogni giorno insistenze per una solenne dichiarazione pontificia. Il ministro degli esteri Serristori era preoccupato soprattutto del crescente vigore delle tendenze repubblicane, socialiste, democratiche, e pensava che la parola del Papa fosse il mezzo migliore per soffocarle. Non si trattava certo di timori del tutto irreali, data la propaganda svolta da Mazzini a Milano, e il motivo sociale largamente diffuso tra i democratici, che forma una delle componenti principali della rivoluzione del '48, in Italia e all'estero: la borghesia liberale italiana si mostrava incapace di cogliere gli aspetti validi
W Cfr, P. Pnuu, La missione cit., pp. 4445. Cu*, anche mona. Antonucci all'Anto, netti, Torino 6 aprile 1848 'S.d.S. 1848, 165.4.MÌ : Finalmente (il ministro degli Esteri) ni ha dello rito sarebbe opportuno ohe il S. Padre facesse Indirizzare a tutti ì Vescovi dTtalin una BUM lettera circolare, con cui raccomandare di predicare e far predicare per mezzo del clero rispettivo l'unione onde potere più facilmente conseguire quella pace hi Imita, ohe S. Sentita ha tanto a cuore... Ciò mi porrebbe anche conveniente in vista dell'agitazione in cui sj trovano al presente gli spiriti in Italia . Cfr anche dispaccio del Min. d. Esteri Pareto al rappresentanto sardo n Romn, 18TV.48 in
SVKU.ANZOS, OP. cUn p. 378.