Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno <1966>   pagina <541>
immagine non disponibile

L'allocuzione del 29 aprile 1H8 541
ove in termini più facili, aperti e precisi, sarà spiegata la voce del Ponte­fice contro ogni idea rivoluzionaria e di democratica sovversione. Ed a ciò, pare, si arresterà il S. Padre, per ora. La determinazione di dare alla guerra un carattere di crociata sacra, è stata sospesa fino a maggiore uopo. Non si e voluto con questa dare troppo aperta sanzione al proclama del generale Durando, né si è creduto di ricorrere senza necessità ad un atto, di cui la morale influenza, comeché grandissima, vuoisi riserbata all'opportunità di più urgente bisogno . E il 15: Il lavoro è del tutto ultimato, e quanto prima sarà reso di pubblica ragione. Nutro il timore che non si sia, almeno con quella forza che avrei desiderato, combattuto il principio, e dimostrata a chiare note la rovina totale della nazionalità italiana, quando le idee de­mocratiche esagerate avessero potuto nella penisola prevalere, e dominare. E questo mio sospetto ... non muove da altra ragione, se non che dallo stato di perfetta quiete e tranquillità in che si trova... l'animo di S.S. Egli non è paventato, né vede tanto imminente il pericolo della repubblica, come non teme punto le mire ambiziose di Carlo Alberto .
Tra Roma e Firenze era sorto, in parte per colpa del Bargagli e del­l' Antonella, un grosso equivoco: mentre i cardinali il 27 marzo si erano preoccupati essenzialmente di non far coinvolgere il Pontefice in questioni strettamente politiche, di mantenere distinte le questioni nazionali e i problemi religiosi, palazzo Pitti si era illuso che il Papa stesse preparando un documento antirepubblicano. Firenze e Torino, speravano di servirsi del Papa per difendere i propri interessi; l'altare doveva ancora una volta salvare il trono in pericolo, e il trono doveva assicurare ai proprietari il tranquillo possesso delle loro ricchezze. Il Bargagli alla metà del mese comin­ciava a rendersi conto del malinteso; si ingannava, però, nel credere già pronto il testo tanto atteso, e nell'immaginare che Pio IX fosse così, tran­quillo nell'interno come appariva all'esterno.
Il 17 aprile lunedi alle ore 714 circa vennero convocati gli Emi. Lam-bruschini, Castracane, Orioli, Altieri, Vizzardelli, Ber netti, Bofondi, Anto-nelli. Mons. Bedini fungeva da segretario. ' > Era prescritto l'abito corto? I cardinali invitati erano gli stessi che si erano riuniti, il 27 marzo: soltanto rAntonelli, il Bernetti e il Bofondi (due ex segretari di Slato e il segretario di Stato in carica) non avevano partecipato alla riunione precedente. Per la prima volta, la situazione venne affrontata in termini precisi e senza sottintesi. Non ci si preoccupò per nulla di un eventuale pericolo repubbli­cano o comunista, ma si chiese con chiarezza: 1) Deve o no il Governo
*) Si ripete spesso, sullo seta di N. BIANCHI, Storia documentata della diplomaste europea in Italia, Torino-Napoli, 1869, voi. V, p. 197, che il 25 aprile i cardinali avrebbero fatto un passo presso il Papa, per impedire l'intervento. In multa deve tnumrhi di una confusione con la sedala di cui parliamo, che corno risulta senza al-, cuna possibilità di equivoco dui documenti obbo luogo il 17, non il 25.
a