Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno
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1966
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Giacomo Martina S.I.
pontificio unirsi cogli altri d'Italia e prendere parte alla guerra che ferve nelle province limitrofe contro l'Austria? 2) In caso affermativo, in che modo deve farlo? 3) In caso negativo, come premunirsi dalle rovinose conseguenze dell'irritazione a cui si abbandonerebbe il partito ora predominante in tutta Italia? . L'ampia relazione presentata ai cardinali prima della seduta esponeva diffusamente gli argomenti prò e contro l'intervento che abbiamo già considerato, ricordava come la S. Sede fosse riuscita fino allora ad evitare una presa di posizione netta e definitiva, ma aggiungeva che era ormai impossibile mantenersi in questo atteggiamento ambiguo, sottolineando da un lato l'impossibilità di arrestare l'ardore bellico delle truppe, dall'altra i pericoli di un intervento e gli argomenti che sembravano provare l'illiceità. Non conosciamo lo svolgimento della discussione, ma solo le conclusioni a cui pervennero gli Eminentissimi. Ad 1. Negative. Ad 2. Jam provisum in 1. Ad. 3. Deus providebit . Con questi pareri espressi nel consueto stile della curia, da cui non ci si allontanava mai, si trattasse di determinare esattamente le rubriche del culto divino o di decidere questioni di portata nazionale, i cardinali tracciavano chiaramente al Sommo Pontefice la linea da seguire, ma non davano alcuna risposta al terzo quesito, di cui pure non ignoravano la gravità. La formula adottata non rispondeva ad una confusione dei due ordini, politico e soprannaturale, ma era un modo elegante per nascondere il gravissimo imbarazzo dei consiglieri del Papa, per mettere un velo sopra il dibattito, che con ogni probabilità dovette essere molto acceso, specie sull'ultimo punto, per coprire insomma l'impotenza a cui era ridotta la curia. Quel Deus providebit, che contiene virtualmente tutti i disordini dei mesi seguenti e la fuga a Gaeta, era nello stesso tempo la confessione di una assoluta insufficienza politica, e l'espressione di un imperativo morale: Pereat mundus, -fiat justitiaì
Et 18 aprile il Bargagli scriveva al ministro degli esteri Corsini, successore del Serristori, che il famoso documento sarebbe indirizzato a tutto il mondo e non solo all'Italia, che esso non avrebbe insistito molto sul pericolo repubblicano. Il cardinale anzidetto non mi ha dissimulato che è mente del S. Padre... arrestarsi per ora alla nota sola Enciclica, la quale sebbene diretta al mondo cattolico, prenderà pur nonostante più particolarmente di mira gli interessi italiani. Il Papa, egli diceami, quando parla al pubblico, non può alzare la sua voce che sotto certe forme ed alla genera* lità. D'altronde si persiste a ritenere che una seconda Enciclica ai soli vescovi italiani, sarebbe opera inutile, perché ripetizione dell'altra, anzi opera dannosa perché ne renderebbe il peso minore. Tale essendo la persuasione di S.S., non altra speranza mi resta che di tentare, se le mie parole varranno ad ottenere la fortuna di convincerlo, che alla gravità ed alla imminenza del pericolo, non sarà mai per essere di troppo qualunque mi* pura che Egli fosse per prendersi per allontanarlo. D'altronde, avvertiva il