Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno
<
1966
>
pagina
<
543
>
L'allocuzione del 29 aprile 1848
543
cardinale. le nuove giunte al governo da Milano sono di natura sempre più rassicurante, come del pari i discorsi accademici tenuti dall'inviato della enezia escludono che Ella pretenda a conservare la sua antica sovranità, desiderando anzi di non frapporre ostacoli per la unione e nazionalità italiana . Il Bargagli concludeva con questa notizia: Quantunque la notizia non mi venga per parte officiale, sono informato però che sia ripartito da Roma l'inviato del generale Durando, Anzidei, portante l'ordine al generale suddetto, di mettere in movimento le truppe, al di là del Po .
Quest'ultimo particolare, in contrasto con le decisioni del giorno precedente, è confermato, come vedremo subito, dalle dichiarazioni fatte da Pio IX al Bargagli il 19, dalle notizie riferite dal Farini e da Massimo d'Azeglio, che lo commentava sarcasticamente2). Non si trattava esattamente di un ordine di passare il confine, ma di conferma delle istruzioni precedenti, che in sostanza lasciavano il comandante libero dei suoi movimenti.
Ancor prima di ricevere queste nuove istruzioni. Durando aveva già deciso e in parte anche attuato il passaggio del Po.
Il 15 il Bargagli era ricevuto nuovamente da Pio IX, e il 20 riferiva ampiamente al Corsini il lungo colloquio.
Il S. Padre si mostrò pienamente compreso del pericolo che all'Ordine pubblico sovrasta. Egli mi disse, non essergli ignoti i democratici intrighi, che han per l'Italia la loro sede in Milano, come per l'Europa han la loro sede in Parigi. Rendere per noi più grave, e più imminente il pericolo suddetto, le condizioni del Regno Napoletano, ove il re Ferdinando H in odio e in sospetto al popolo, la Sicilia dichiaratasi indipendente, la voce pontificia poco o nulla colà sentita, rendono sommamente probabile che da un momento all'altro, possa esservì proclamata la repubblica. Lo che ove accadesse, sapere solo Iddio, se e dove e quando fosse l'incendio per arrestarsi. Ciò non pertanto il S.P. mi aggiunse, che non era la speranza in Lui estinta, che le mene repubblicane, che si dipartono dalle fucine di Parigi, e di Milano, fossero per riuscire a vuoto. Confortarlo a tale lusinga le ulteriori notizie pervenutegli da Parigi, assai più tranquillizzanti su questo proposito. Confortarlo a ciò la gravità della guerra lombarda, che attesa la volontà della Germania, che voleva con ogni sforzo conservare all'Impero quella provincia, mostra non dovere essere né lieve né pas-eggiera, e perciò rende necessario di evitare ogni motivo di intestina discordia, onde ritalia sorga come un solo uomo per respingere lo straniero. Confortarlo a ciò vie più ancora la certezza, che alla mia discrezione confidava, che il re Carlo Alberto avea in mente dì non spingere di troppo le sue operazioni mili-
M FAUNI, voi. ti. np. 54-55.
) Maminio d'Azeglio a Marco Miujdui, 19 aprila 1848, 25 aprile 1848, in MIN-ctncrrij voi I, np. 424 e 437; Ln Ietterò d'Aldo brandirli e la vostra hanno rimesso in calma il campo l'A Bramante... . * Ilo avuto lu vostra lettera contenente il brevetto di galantuomo accordato a Dorando e a me dall'ottimo Pontefice. Evviva Pio IX....