Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno <1966>   pagina <553>
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L'allocuzione del 29 aprile 1848 553
conclave, nell'ipotesi che egli morisse lungi da Roma. ?! L'elezione poteva svolgersi anche fuori dell'urbe, nel luogo dove i cardinali potessero riu­nirsi più facilmente. Il Pontefice era stato indotto a questo passo dall'esem­pio di Gregorio XVI, che il 1 marzo 1831, in condizioni ugualmente in­certe, aveva firmato la lettera apostolica Auctas undequaque. che conte­neva analoghe disposizioni. Pio IX pensava dunque seriamente a lasciare la città, se non fosse stato in grado di dominare gli eventi e di imporre alla piazza la sua volontà. Ma si trattava di una decisione ispirata ad un sano criterio politico, di una genuina soluzione dei problemi, o il propo­sito, se realmente attuato, non avrebbe fatto che esasperare le difficoltà e far crollare completamente l'edificio che il Sommo Pontefice si era sforzato di elevare in quei ventidue mesi?
Il primo schema dell'allocuzione, nel suo originale italiano e nella sua versione latina, passò a questo punto ad altre mani, che dovevano limarlo e dargli la forma definitiva. Se mons. Corholi Bussi fosse stato a Roma, l'incarico sarebbe forse stato affidato a lui, che aveva dato buone prove in casi analoghi, e che godeva la piena fiducia del Papa. Ma il pre­lato era lontano da Roma, al campo piemontese, e un altro ufficiale della curia assunse questo compito, e finì per imprimere al testo primitivo un carattere diverso.
La redazione ufficiale dell'allocuzione "' conserva infatti le idee essen­ziali detta minuta autografa, ma ne muta in larga misura il tono, e dà ad esse uno sviluppo diverso da quello del testo primitivo, finendo così per dare un'impressione ben diversa. Restano la confutazione delle accuse mosse al Papa di aver colle riforme preparato la rivoluzione, la dichiarazione di
i) Archivio Pio IX, Varia, 2167. < Cum autem ca sit temporum condì tio ut me-tuendum quoque videatar, ne abduci Nos ex hac alma Urbe per vini, vel ad graviora mala vitanda bine decedere, et subinde extra Romani mortera obice contingat; huìus-inodi quoque eventai consolerò existimavimus... . Il documento porta alla fine questo autografo di Pio IX : Placet J.M. - Ha litteras marni nostra suhsoriptas valere perìnde volotnus ac si consueto more expeditae, plumboque sigillo obsignatac fuissent, con trariis quibuscumque non obh tanti bug. Plus PP IX. Seguono altre firme: Thomas Cardinali Bometti Vicecancellarius - Ugo Petrus Cardihalis Spinola Pro Dutarius Aloisio* Card. Lambruschiui a Brevibus Pontificiis .
Derogando dalle norme preesistenti, si stabilisce che l'elezione sia lecita e valida anche immediatamente dopò la morto del Pontefice, purché aia presente hi metà più uno dei cardinali; che si possa svolgere fuori Roma, nel luogo ove questi cardinali possano riunirei più facilmente, rimettendo In decisione su questo punto al caro. De* cano '. ;i::iito da altri espressamente indicati; per l'elezione si esigono due terzi dei voti dei cardinali presenti ai suffragi; la logge e valida anche se non è pubblicata. Un precedente autorevole (oltre quello immediato di Gregorio XVI) si era gin avuto sotto Pio Vi.
2) Ada Pii IX, t, I, p. 92, (Da notare che l'allocuzione è riprodotto nella porte degli Atti che conserva i documenti indi rimili alla Chi una universale: dopo le varie oscillazioni dei giorni precedenti, il documento aMunieva un carattere sopranarionale), ti testo è riprodotto anche in FABINI, voi. Il, vp. 92*98, e in SPADA, voi. TI, pp. 248*254.